AIA Barletta, momenti di riflessione con don Michele Porcelluzzi Una riunione fuori dagli schemi per gli arbitri barlettani

AIA Barletta, momenti di riflessione con don Michele Porcelluzzi <small class="subtitle">Una riunione fuori dagli schemi per gli arbitri barlettani</small>

Una riunione fuori dagli schemi quella dello scorso 20 novembre, data in cui gli associati della sezione “P.Gialluisi” di Barletta hanno avuto la possibilità di confrontarsi con don Michele Porcelluzzi, arbitro effettivo dal 2001 che il prossimo 11 Giugno, dopo essere stato ordinato diacono, diventerà sacerdote nel Duomo di Milano.
Nel presentare la serata, il presidente di sezione Savino Filannino ha posto l’accento sull’importanza di vivere i locali sezionali, oltre che per riunioni squisitamente tecniche, anche per momenti di riflessione interiore, ritenuti fondamentali per la crescita umana degli associati.

E l’intervento di don Michele ha preso inizio proprio dalla mission educativa della sezione in cui, oltre al regolamento e allo spostamento, si può apprendere ad imporsi con educazione sulla scorta degli esempi di eleganza e fermezza di quello che può essere definito il patrono degli arbitri, Sant’Ambrogio: “La sezione –afferma- è una ‘comunità educante’ e ogni arbitro, in qualsiasi ruolo e categoria, deve sempre conservare la disponibilità a farsi educare”.

D’altronde, proprio perché un arbitro impara in sezione ad arbitrare, nessuno può dire di essere un self made man, di essersi fatto da solo. Fondamentale, dunque, che ognuno riconosca la sua posizione di debitore verso gli altri tanto nell’arbitraggio, quanto nella vita quotidiana. Non a caso, don Michele ha proseguito il suo discorso illustrando almeno tre conseguenze dell’arbitraggio nella vita quotidiana: la prima è quella di vedere la vita come una designazione, non come il risultato di varie casualità ma come una missione che ci viene affidata. “In campo –sostiene don Michele- siamo chiamati a osservare la partita, decidere sui singoli episodi e agire di conseguenza. Nella vita è importante conoscersi, decidersi, giocarsi. Gesù, che decide di dare la propria vita, è l’esempio”. Don Michele ha invitato la platea a vedere l’arbitraggio come un modo per servire gli altri, esercitando il delicato servizio dell’autorità. Questo spirito di servizio deve spingere a dare il massimo sia nella preparazione delle partite sia in campo senza però attendersi nulla, senza avere pretese, ma ad accettare ciò che ci viene dato: “Ciò che rende veramente felici nella vita è servire gli altri nella normalità quotidiana”. Don Michele, particolarmente apprezzato da un’attenta platea, ha concluso con la frase di un missionario: “La vita è fatta per andare lontano; se essa è costretta entro i suoi angusti limiti non può fiorire; se la conserviamo solo per noi stessi la si soffoca. La vita è radiosa dal momento in cui si incomincia a donarla”.

Nel suo intervento conclusivo, il presidente di Sezione Savino Filannino, dopo aver premiato don Michele con una targa celebrativa, si è mostrato entusiasta dell’andamento della serata: “Sulla scorta di questi insegnamenti –afferma- sono certo che da stasera ci impegneremo per essere Persone migliori”.

Don Michele Maria Porcelluzzi, classe 1986, è Arbitro Effettivo della sezione di Barletta dal 2001. Si è laureato in Legge all’Università Bocconi e ha studiato anche alla Duke University, negli Stati Uniti. Durante gli studi universitari ha arbitrato i campionati regionali lombardi per la sezione di Brescia; è poi entrato in Seminario per diventare prete. Il 26 settembre 2015 è stato ordinato diacono dal Cardinale Arcivescovo Angelo Scola. Diventerà sacerdote l’11 giugno 2016 nel Duomo di Milano.

 

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