Diviccaro: “2015 positivo, che record a Binetto: gran seconda parte di stagione” Il bilancio del motociclista barlettano, che promette un 2016 da urlo

Diviccaro: “2015 positivo, che record a Binetto: gran seconda parte di stagione” <small class="subtitle">Il bilancio del motociclista barlettano, che promette un 2016 da urlo</small>

Sei volte campione del Trofeo del Centauro e otto volte campione del Trofeo Inverno. E nessuna voglia di smettere di stupire, in sella alla sua Bmw Hp4. Come il buon vino, migliora invecchiando: ma guai a chiamarlo “vecchio”, perchè a 38 primavere da compiere a gennaio ha ancora tanto da dare al motociclismo nazionale. Parola del barlettano “doc” Cosimo Diviccaro, che espone bilanci e obiettivi ai microfoni di BarlettaSport.it:

 

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Cosimo, tracciamo un bilancio di questo 2015.

“La stagione era cominciata benissimo: nella prima gara al Mugello sono stato il primo ad abbattere il muro di 1’55’’ con il crono di 1’54’’. Ho avuto però varie sfortune nella prima parte dell’annata, tra cui incidenti alla prima curva e altri aneddoti: in Coppa Italia siamo stati di fatto i vincitori morali, perché siamo partiti sempre davanti al mio rivale Simoneschi, ma in classifica abbiamo chiuso da secondi. Nel National Trophy il film è stato lo stesso. Siamo migliorati moltissimo nella seconda parte di stagione: abbiamo vinto il Trofeo Inverno nella Classe Open per l’ottava volta di fila e sono stato il primo pilota a realizzare il record della pista scendendo sotto i 47 secondi a Binetto. Sono orgoglioso del fatto che questo record sia arrivato alla città di Barletta. Ho vinto il Trofeo del Centauro per la sesta volta di fila. Moralmente è stata la mia stagione migliore, però purtroppo è sempre successo qualcosa in gara: nel 2016 partiremo alla grande con le nuove Bmw. Sono molto carico e molto entusiasta di questa cosa: abbiamo assunto anche un nuovo telemetrista che ha lavorato per anni in SuperBike e ci darà un supporto importante?

Qual è stato il magic moment del 2015 per Cosimo Diviccaro?

“Sicuramente il record della pista abbattuto a Binetto: quando non riuscivo a superarlo negli anni precedenti, ne parlavo spesso con la mia famiglia e in particolare con mio padre, e ora che non c’è più non ho potuto condividerlo con lui. Ho superato il mio rivale storico Flavio Gentile in Ducati: il tutto frutto di un gran lavoro di squadra. Quando vinco io dico “vinciamo”, invece nella caduta sei solo: è il destino del motociclista, ma è giusto che sia così. Le vittorie vanno condivise con il team, la squadra mi dà sempre gran fiducia e grande carica. Conoscono il mio potenziale così come lo conoscono gli sponsor, che ogni anno ci sostengono e per questo non posso che ringraziarli”.

 

Cosimo Diviccaro

Foto di Claudio Iusco

A gennaio compirai 38 anni: la parola “ritiro” è ancora un tabù?

“Assolutamente sì, voglio andare ancora avanti a lungo. L’età biologica conta poco in moto: è più importante quella mentale. Biaggi lo ha dimostrato quest’anno: a 44 anni, dopo due anni di inattività, ha fatto vedere di che pasta è fatto. Stesso dicasi per Valentino Rossi. In moto non devi andarci più quando non hai più voglia: quando però c’è tanta voglia, occorre andarci. Quando calano i tempi e i rendimenti, vuol dire che o hai subìto un infortunio o che non ti va più di gareggiare”.

Che 2016 vuoi augurare ai barlettani e ai lettori di BarlettaSport.it?

Come tutti gli anni, faccio un augurio molto particolare a tutti gli sportivi che portano in giro per il mondo il nome di Barletta: mi vengono in mente Mimmo Ricatti o Veronica Inglese, ma ce ne sono davvero tantissimi. Quando queste persone portano in alto la bandiera barlettana, mi emoziono: ho Eraclio tatuato addosso e amo la mia città. L’augurio lo estendo anche ai miei concittadini, che mi fanno sentire il loro supporto: vengo dalla strada e la moto mi ha salvato la vita, quando

 

E detto da chi porta sul casco il nome di Ettore Fieramosca, è un messaggio d’amore importante…

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