Addio all’allenatore dei record di Mennea: è morto Carlo Vittori Portò Pietro sul tetto del mondo, scomparso a 84 anni

Addio all’allenatore dei record di Mennea: è morto Carlo Vittori <small class="subtitle">Portò Pietro sul tetto del mondo, scomparso a 84 anni</small>

E’ stato in prima linea fino agli ultimi attimi, come quando qualche mese fa, parlando del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Alfio Giomi, aveva chiesto “ma quando lo cacciano?”. E’ morto ieri pomeriggio, nella sua Ascoli Piceno, a 84 anni, il professor Carlo Vittori. Maestro dello sprint tricolore, Vittori legò il proprio nome in particolare a quello di Pietro Mennea, formando con lui, in uno straordinario rapporto tra caratteri forti, mai domi, uno dei “binomi” tecnico-atleta più vincenti della storia dello sport italiano. Vittori e la Freccia del Sud si erano conosciuti nel 1970, e grazie a lui e alla sua ferrea volontà l’orgoglio barlettano visse la sua età dell’oro, idealmente culminata, al di là degli straordinari successi di Pietro (il primato mondiale dei 200 metri di Messico 1979, l’oro olimpico di Mosca 1980, solo per ricordare i due momenti più alti) nella medaglia d’argento mondiale della staffetta 4×100 a Helsinki 1983, con il quartetto azzurro (Tilli, Simionato, Pavoni, Mennea) incastrato tra  Stati Uniti di Carl Lewis e le maglie rosse dell’Unione Sovietica.

 

ietro Mennea con Carlo Vittori

ietro Mennea con Carlo Vittori

“Di Pietro ho un ricordo lungo una vita-disse Vittori il 21 marzo 2013, giorno della scomparsa di Mennea-che non posso dimenticare. Lo vidi correre per la prima volta ai Campionati italiani giovanili, sulla pista di Ascoli Piceno, nel 1968, nei 300 metri: lì capii che era un talento naturale, una forza della natura”. Nato ad Ascoli Piceno il 10 marzo del 1931, si era affermato in gioventù come sprinter, arrivando a vestire la maglia azzurra per otto volte, tra il 1951 e il 1954 (nel 1952, anche la partecipazione ai Giochi di Helsinki); ma solo successivamente, a bordo pista, nel ruolo di allenatore, il professore contribuì a scrivere pagine memorabili per la velocità italiana.  Vittori, oltre a Mennea, aveva lanciato tanti altri campioni dell’atletica azzurra, tra cui Marcello Fiasconaro. Tanto crebbe Mennea sotto la guida di Vittori, tanto crebbe il prof nella sua conoscenza della materia, in un’evoluzione che rese entrambi pilastri di una vera e propria scuola italiana della velocità internazionalmente riconosciuta.

Prodigo anche dal punto di vista letterario, decine di studenti-tecnici si sono formati sui testi firmati da Carlo Vittori, portando poi quella conoscenza, quella competenza, in tutto lo sport italiano. L’atletica italiana che gli aveva conferito solo poche settimane fa la sua onorificenza più alta (la Quercia al merito di III grado) oggi si ritrova a piangerlo. Ai familiari si è stretto anche il mondo dello sport barlettano. Le sue esequie si svolgeranno nella mattinata di sabato 26 dicembre presso la Chiesa di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno (via Sant’Angelo).

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