Stadio “Puttilli”, un grattacapo comune Dal Barletta 1922 ad arbitri e società d'atletica. Urge accelerare i tempi

Stadio “Puttilli”, un grattacapo comune <small class="subtitle">Dal Barletta 1922 ad arbitri e società d'atletica. Urge accelerare i tempi</small>

Cosa dobbiamo aspettare, ma soprattutto cosa dobbiamo aspettarci prima di tornare a casa? È la domanda che si pone tutto l’ambiente sportivo cittadino, quella che apre un’analisi sia di carattere tecnico, sia emotivo. Lo stadio “Cosimo Puttilli” è in fase di ristrutturazione dopo una serie di lungaggini burocratiche non indifferenti, in apparenza superate ma mai completamente messe alle spalle. E per l’ennesima volta, sembra che la burocrazia ed una buona dose di negligenza abbiano stoppato la corsa al restyling.

È stato facile guardare i lavori da lontano e compiacersi dei progressi compiuti nelle ultime settimane. È stato altrettanto semplice, però, grattare la superficie e trovare nuovi ostacoli al rinnovamento della struttura. I problemi di staticità emersi nel periodo più recente hanno posto un freno a quell’iniziale positività della piazza, convinta di poter tornare in via Vittorio Veneto in tempi relativamente ristretti. Prima l’emergere del cavillo, poi una serie di sopralluoghi, infine le dichiarazioni dell’Assessore allo Sport Antonio Divincenzo: «Potrebbe variare il progetto originale, ma rispetteremo la scadenza di dicembre». Cosa nasconde realmente il “Puttilli“? La scadenza verrà rispettata o le prossime revisioni del progetto allungheranno pericolosamente la tempistica? Spostarsi al “Manzi-Chiapulin” con un rapido ampliamento della capienza, inoltre, potrebbe comportare costi massicci.

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In tutto ciò, rientra anche una società a caccia di certezze. Il campionato del Barletta 1922 è cominciato, e probabilmente finirà, al “San Sabino” di Canosa di Puglia, ma la vera grana è quella del futuro biancorosso: stando alle note indiscrezioni di ottobre-novembre, i potenziali acquirenti vorrebbero contare su agibilità e disponibilità dell’impianto barlettano, pronto per la prossima stagione dopo lavori e collaudi. Allo stesso modo, il trasferimento della location casalinga in un’altra città sta fortemente colpendo l’affluenza di un pubblico poco propenso a tale soluzione.

Alla voce del pianeta Barletta Calcio si aggiungono quelle di arbitri e società d’atletica. Impossibile svolgere attività ed allenamenti nel bel mezzo di un cantiere, altrettanto complicato disporre di una pista obsoleta e potenzialmente ricca di trappole per la condizione fisica di chi ne fa uso. L’emigrazione degli atleti barlettani, costretti ad opzioni scomode pur di mantenere in vigore i propri progetti, è un’ulteriore componente da tenere in considerazione.

Qual è, dunque, la soluzione che potrebbe soddisfare tutte le parti in causa? Quella che si sta perseguendo, certo, ma con tempi più ristretti e senza le beghe di stampo politico e tecnico. Competenza e sicurezza devono regnare sovrane, sia da parte dell’amministrazione comunale sia per quanto riguarda l’impresa incaricata. Un’intera città attende chiarezza sui tempi e sui modi, con l’auspicio di poter dimenticare l’ecomostro degli ultimi anni ed abbracciare un “Puttilli” rinnovato e funzionale.

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