Manzi-Chiapulin e Puttilli, Commissione Lavori Pubblici tra chiarimenti e progetti Tempi lunghi per gli impianti, si chiede celerità

Manzi-Chiapulin e Puttilli, Commissione Lavori Pubblici tra chiarimenti e progetti <small class="subtitle">Tempi lunghi per gli impianti, si chiede celerità</small>

“I 260mila euro destinati al “Manzi-Chiapulin” possono essere destinati a ripristinare almeno la parziale agibilità del Puttilli?”. E’ stato questo l’interrogativo che ha fatto da sfondo questa mattina, al secondo piano di Palazzo di Città, alla riunione della Commissione Lavori Pubblici, presieduta dal consigliere comunale Flavio Basile, alla quale hanno preso parte i consiglieri comunali Ruggiero Dicorato e Gennaro Calabrese, l’assessore alla manutenzione Giuseppe Gammarota e l’assessore allo sport Antonio Divincenzo. Dopo i botta e risposta tra opposizione e maggioranza maturati negli scorsi giorni, a seguito dello studio di progetto redatto dall’ingegner Antonio Sasso e presentato in Comune includente uno stanziamento di 260.000 euro, per una struttura che potrebbe contare all’alba della prossima stagione agonistica (al momento non ci sono stati comunicati, seppur richiesti, i tempi ufficiali in scaletta) su 1038 posti, sul tavolo sono arrivate richieste di modifica ai piani.

 

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“Abbiamo ritenuto opportuno convocare nuovamente questa commissione perché venerdì, nella precedente riunione, ci è stato presentato un progetto già confezionato del quale non eravamo a conoscenza-ha esordito Basile-Aspettavamo di poter discutere del Manzi-Chiapulin, invece ci siamo trovati alla presenza dei tecnici davanti a un progetto in fase avanzata”. Non vogliamo che il Chiapulin sia uno stadio tampone. Abbiamo ereditato errori della gestione Maffei e li stiamo pagando oggi. Non ci è piaciuto l’atteggiamento dell’amministrazione, che ci è sembrata essere consociativista. Non sappiamo come sia stato nominato (albo dei professionisti, ndr) l’ingegner Sasso, che ha di fatto già redatto un progetto. Ci chiediamo: ci si è resi conto della non validità di questo progetto e dell’inutilità della spesa? Noi vogliamo vedere un Puttilli fruibile per i posti della tribuna. Vorremmo risolvere l’incongruenza riguardante gli spogliatoi con l’utilizzo dei bagni chimici siti nei pressi della tribuna. All’assessore chiediamo maggiore determinazione, la figura del politico sulla questione stadio appare compromessa“.

Il progetto, da studio, sarà finanziato con 260mila euro, appostati nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2016/2018. Due i principali handicap individuati dalla Commissione: dapprima, l’impossibilità, per il Barletta 1922, di utilizzare il Manzi-Chiapulin anche dopo il restyling in caso di promozione in D (servirebbe un’apposita deroga), dall’altro la necessità di dirottare i fondi individuati sul “Puttilli”. Teoria avallata dalle parole di Calabrese (“A: Barletta serve un parco progetti: tutti insieme dobbiamo trovare la soluzione migliore, anche per i tifosi e la squadra che tanto bene stanno facendo”) e Dicorato (“Ci sono trattative societarie in corso e non posso credere che questa situazione non abbia ripercussioni sugli animi degli imprenditori che si avvicinano al Barletta 1922”).

 



Ha le origini in agosto la risposta dell’assessore Divincenzo: “Occorre fare un passo indietro. Nessuno di noi vuole sperperare soldi pubblici. La prima cosa che ci è stata chiesta dalla dirigenza dell’Asd Barletta 1922 in estate è stata quella di tornare a giocare a Batletta quanto prima. I costi oggi sostenuti dalla società sono di 400 euro per il noleggio del campo e altrettanti per il rimborso trasporto ai calciatori. In casa i costi sarebbero nettamente inferiore e il pubblico con ogni probabilità sarebbe maggiore”. Chiarimento necessario sull’assegnazione del progetto: “Ci sono atti ufficiali per risalire al progetto: è stato assegnato attraverso una selezione dall’albo dei professionisti Mi sto battendo anche io per avere agibilità del Puttilli su tribuna e parte del settore ospiti, ma questo comporta variazioni: il progetto attuale prevede il Blocco Spogliatoi in uno spazio oggi privo di idoneità statica. Dovremmo qui di presentare una variazione al progetto da far approvare a chi ha concesso il finanziamento regionale. Se questo ci porterà ad ottenere una variazione parziale, allo studio oggi dei lavori pubblici, il rischio concreto è che ci sia bisogno di almeno un anno e mezzo per avere l’ok per la tribuna . A termini di legge sono questi i tempi previsti per il parere di ogni ente coinvolto”. Concetto ribadito anche da Gammarota, impegnato sul fronte Manzi-Chiapulin: “Ci siamo trovati a ottemperare a questa necessità formulata dalla dirigenza del Barletta Calcio, la struttura è stata dimensionata per cominciare il campionato. L’obiettivo comune è vedere una bella squadra, che gioca in uno stadio fatto bene e seguita da gente civile. Non dimentichiamo che il Manzi è una struttura polivalente, e l’obiettivo fondamentale dell’amministrazione deve essere quello di salvaguardare il bene comune”.

Nei fatti, in cassa ci sarebbero 500mila euro appostati nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, 80mila euro contenuti nel ribasso del finanziamento e 200mila euro per i tornelli. Le responsabilità andrebbero suddivise con l’assessorato ai Lavori Pubblici e con la ConiServizi, sin qui grandi assenti con le loro voci ma di fatto anch’essi padri del progetto “Puttilli”. “Non vorremmo trovarci l’anno prossimo a dover vivere un campionato di serie D senza però avere un impianto” è stata la chiosa della Commissione Lavori Pubblici. La grottesca vicenda legata ai due impianti, però, non sembra destinata a fermarsi qui.

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