Colpo di Tabacco: il “Puttilli”, araba fenice di Barletta "Non sappiamo quando sarà pronto e semmai lo sarà"

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Erano gli anni ’70. La città iniziava ad intravedere la strada che poi sarebbe stata lastricata di oro e che avrebbe portato a quel benessere che fece di Barletta, per un lungo periodo, la capitale industriale di calzature e maglifici. Anche lo sport dava segnali di ripresa con una squadra, il Barletta, che stazionava stabilmente nel terza categoria nazionale, ma soprattutto erano gli anni in cui un mingherlino ragazzo barlettano iniziava a sfrecciare sulle piste di tutt’Italia per poi diventare l’uomo più veloce della Terra. In quegli anni il Barletta giocava nel catino sempre ribollente di passione e di amore del “Lello Simeone” e stava per sorgere un impianto, il “Comunale”, che poi sarebbe diventato il “Cosimo Puttilli”. Stadio, allora, imponente e con una pista che avrebbe fatto comodo non solo a Mennea ma anche a chi avrebbe voluto emularlo. Bene, uno legge e dice: chissà, in quarant’anni, sarà sorto un nuovo stadio, magari più piccolo, ma moderno. Possibile che in 40 anni nessuna amministrazione comunale abbia mai pensato di farne sorgere uno nuovo, magari a cavallo degli splendidi anni della serie B? Magari avranno abbellito l’impianto, rendendolo più funzionale e moderno? La risposta la conoscete.

se quello che si sussurra in giro fosse vero, saremmo in una nuova situazione di grande tristezza.

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Il “Puttilli” era, fino a quando, qualche mese fa, non diventasse un cantiere, qualcosa di vergognoso. Inagibile per gran parte degli spalti, con spogliatoi da anteguerra e ancora con i gradoni di cemento, roba da Italia di Meazza. E allora, ecco arrivare, finalmente la scossa. L’amministrazione comunale barlettana, stanzia dei fondi per rendere il Puttilli più..stadio. Certo, quello che verrà, non sarà lo Juventus Stadium, ma finalmente la gente potrà vedere la partita da vicino e non chiedere al signore a fianco chi ha segnato e chi sia quel calciatore o se la palla sia entrata o meno. Ci siamo, dunque. Evviva, si parte!!. Peccato che il restyilng del “Puttilli” coincida con la scomparsa della squadra di calcio dal calcio che conta, ma fa nulla, almeno sarà un investimento per il futuro, sperando in una pronta rinascita e magari, nel frattempo, si potranno organizzare concerti o amichevoli di prestigio. E invece, un po’ come il triste Tafazzi, ecco nuovamente a martellarci gli “zebedei”. I soldi ci sono. I lavori? Ma dai, sono di routine. Cosa vuoi che ci mettano le ditte specializzate ad alzare una tribuna e incorniciare gli altri settori con dei sicuri tubolari. Mica devono ricostruire le Torri Gemelle? E invece, in una città che rende difficili le cose più facili, si scopre che i lavori vanno si avanti, probabilmente verranno ultimati, ma forse lo stadio non sarà agibile. Sapete perchè? Perchè chi era competente in materia non aveva indagato a fondo sulla staticità delle nuove tribune da montare sul terreno e pare che siano sorti dei problemi di staticità. Usiamo il condizionale, non avendo comunicati ufficiali in merito: ma se quello che si sussurra in giro fosse vero, saremmo in una nuova situazione di grande tristezza. Ma stiamo scherzando? Cioè un semplice ingegnere un addetto ai lavori, prima di costruire una struttura non si accerta se quel terreno ha le caratteristiche giuste per poterlo fare? Ed ecco venire fuori la solita Italia. Politici che si azzuffano, burocrazia che allungherà i tempi a discapito di qualche timido tentativo di interesse per qualche imprenditore intenzionato magari a rilevare la società biancorossa ma che senza impianto non ne vede (giustamente) i vantaggi, senza dimenticare il sacrificio di tifosi e atleti, ai quali verrà negato, forse per molto tempo, il diritto di usufruire del loro stadio.

I soldi ci sono. I lavori? Ma dai, sono di routine.

Non sappiamo quando sarà pronto il “Puttilli” e semmai lo sarà. Una cosa è certa. Se ci sarà qualcuno che ha sbagliato dovrà pagare e rendere conto alla città. Una città che per superficialità e burocrazia sta ancora piangendo cinque ragazze. La speranza è che tutto non venga riposto nei cassetti e che il “Puttilli” non diventi l’ennesima opera incompiuta in una città che ne possiede già troppe.

 

 

[Matteo Tabacco

Gazzetta dello Sport]

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