Colpo di Tabacco, 2° puntata: Barletta, fai il gol più importante Alle porte due settimane determinanti per il futuro, chapeau ai barlettani che danno il 110%

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Quattro mesi fa, la fine del Barletta era praticamente annunciata. Troppo grande il buco di debiti lasciato da un Perpignano che aveva potuto disfare e infangare anni di storia, sotto gli occhi di tifosi appassionati e increduli, ma anche di chi lo ha accompagnato passivamente nel suo maligno progetto. Quella, dicevamo, era una fine annunciata ed ora il Barletta si trova davanti ad un’altra situazione che potrebbe nuovamente comprometterne il futuro. Due settimane, tanto è il tempo che resta per cercare di dare nuova linfa alla società prima della determinante finestra di mercato di dicembre.

Barletta-Leverano

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E’ inutile sottolinearlo ancora. Il calcio, il Barletta, non interessa più a tanti. A parte i tifosi di sempre, a parte qualche occasionale, la mazzata del fallimento è stata devastante soprattutto per quella parte di imprenditoria che non ne vuole più sentire parlare. E allora via con i rumors, a volte ripetitivi, altri anche grotteschi, ma di concreto c’è ancora poco. E allora non ci resta che sperare, così come accade quando si guardano le gare di calcio, che una rete, magari insperata all’ultimo minuto, susciti emozioni e, nel caso del Barletta, dia un futuro ad una squadra, ad una passione che non merita assolutamente di morire per due volte nello stesso anno solare. E poi c’è la squadra, che attraverso mille difficoltà, è riuscita a raggiungere un posto in classifica insperato alla vigilia. Merito innanzitutto a Massimo Pizzulli e al suo staff, capace, il tecnico bitontino, di scegliere ragazzi in gamba e motivati e aver saputo dare alla sua creatura carattere e gioco. Ma grande merito lo voglio dare ai ragazzi di Barletta che giocano con la maglia della loro città. Mi perdoneranno i vari Ladogana, Rizzo, Monopoli, il cui rendimento è stato indiscutibile ma “chapeau” ai vari Zingrillo, Di Candia, Piazzolla, Rizzi, Sguera e tutti quelli nati nella nostra città che hanno triplicato le loro forze e che giocano e s’impegnano al 110% ogni domenica, magari oltre le loro possibilità fisiche.

Barletta 1922

Un ultimo cenno lo vorrei dedicare a Marco Sesia. Ho riscontrato un clamoroso plebiscito di affetto nei suoi confronti appena arrivata la notizia del suo nuovo incarico con l’Albinoleffe. Scrivo di calcio in questa città da trent’anni ma difficilmente avevo riscontrato in passato tanto tributo di consensi nei confronti di un tecnico che, poi, a Barletta è passato solo una stagione. Tanti i “like” anche sui social, a cancellare i timidi applausi che una sparuta, molto sparuta minoranza aveva tributato al suo successore Corda…

 

[Matteo Tabacco

Gazzetta dello Sport]

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