Marco Cianciolo, l’iron-man barlettano delle maratone A Chiacago la quinta tappa Major su 6, grandi emozioni ad Atene

    Quella di Marco Cianciolo, 45enne barlettano che di professione lavora in un noto negozio di abbigliamento sportivo cittadino e per passione vive le maratone di mezzo mondo, è la storia dei tanti runners barlettani. Amatori per categoria, professionisti per spirito e abnegazione. La sua passione per la corsa è nata “dopo aver smesso di giocare a calcio,  nel 2006” ci racconta, e la prima maratona l’ha corsa nel marzo 2009, a Roma. Le sensazioni e le emozioni provate in quella circostanza hanno cambiato la sua visione del mondo della corsa, facendogli capire che correre è una festa, è vita. Di lì una storia infinita, con allenamenti quotidiani e tante tappe toccate nella categoria “Major”: New York (tempo di 3:21:04) nel 2011, Praga nel 2012, Londra nel 2013 (3:19:03), Amsterdam nello stesso anno, Berlino (3:13:12) nel 2014, fino al “Best time” (3:02:00) nella Maratona delle Cattedrali 2014. Ma veniamo ai giorni nostri: Boston 2015 (3:18:24) è stata la sua quarta Major. “Forse  l’esperienza più dura, per le avversità metereologiche-assicura Marco-li ho conquistato la mia “vetta” correndo per 42.197 metri su un percorso fatto di continui  saliscendi tra pioggia battente e vento con un’infinità di persone che  non hanno mai smesso di incitarci e di darci le energie necessarie  per arrivare al traguardo, proprio quando le tue forze vengono meno e la tua mente ti spinge a mollare”.

    Da Boston a Chicago 2015 (3:10:21) il passo è stato breve, fino all’8 novembre: maratona di Atene, tra il Partenone e l’Acropoli. Per Marco, personale di 3 ore, 9 minuti e 23 secondi, sempre correndo “con entusiasmo-assicura lui-portando con me i colori e i  simboli del mio Paese e ancor più quelli della nostra città”. I tantissimi amanti della corsa e dell’atletica leggera nella terra di Pietro Mennea si ritroveranno nelle sue parole e nella sua ricetta: sveglia all’alba, corsa mattutina per prepararsi a una giornata di lavoro e tanta attenzione all’alimentazione. Un’esperienza sufficiente per stilare una graduatoria: “Roma, a mio avviso, è la maratona più bella d’Italia, quella che ci fa correre tra arte e storia. Ci sono ritornato altre due volte, nel 2011 e 2014. Firenze è stata la mia seconda maratona nel 2009, poi ripetuta nel 2012. Dopo le esperienze in Italia mi sono aperto al mondo: la mia prima maratona internazionale con circa 30 mila partecipanti è stata Parigi 2010, molto emozionante”. La prima Major è stata New York nel 2011, “emozioni bellissime, indimenticabili. Correre con circa 55 mila compagni d’avventura, partire dal ponte di Verrazzano, passare per i 5 distretti per poi arrivare a Central Park è stato come sognare ad occhi aperti. Lungo il percorso  battere il 5 ad una marea di bambini in festa e ascoltare il tuo nome urlato dalla gente non ha prezzo, sono emozioni uniche: provare per  credere”. E all’elenco Major manca solo Tokyo: a quando?

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