Formia, 60 anni di successi nel viale “Pietro Mennea”: le foto Intitolato al campione barlettano l'accesso al Centro di Preparazione Olimpica

Formia, 60 anni di successi nel viale “Pietro Mennea”: le foto <small class="subtitle">Intitolato al campione barlettano l'accesso al Centro di Preparazione Olimpica</small>

“Il volto attento, dalle pieghe severe, di Carlo Vittori che qualcuno definì il Magnifico Rettore; l’impegno, che qualcun altro definì francescano, di Pietro Mennea; il succedersi delle generazioni che, intraprendendo quel viaggio, dovevano sentirsi intimoriti e orgogliosi, come i giovani ammessi a varcare le porte di Cambridge, di Heidelberg o di Harvard; la sensazione, mai sparita, di avere a disposizione un luogo perfetto in cui molto è stato costruito e ancora molto può essere costruito. La classicità ha questi richiami irresistibili”. La descrizione del Centro di Preparazione Olimpica di Formia, stilata da Giorgio Cimbrico in “CaliFormia”, rende al meglio l’idea di un luogo consacrato agli albori della carriera dell’orgoglio barlettano Pietro Mennea, al quale ieri pomeriggio,  giorno delle celebrazioni del sessantesimo anniversario organizzate proprio dal Comitato Olimpico, è stato intitolato il viale di accesso.

 

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A fare gli onori di casa il presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati. Con loro decine di atleti di ieri e di oggi, tecnici, dirigenti, accorsi per rendere omaggio a un luogo unico, un gioiello logistico e tecnico che negli anni ha scritto la storia dello sport. “Formia – dice Malagò  è il simbolo dell’eccellenza sportiva del nostro paese, la casa dello sport italiano. Il nostro grazie va a tutti coloro che, in questi 60 anni, abbiano sentito questo posto come “casa”. Celebriamo il passato, ma ancor di più progettiamo un futuro vincente perchè qui ci sono le basi – infrastrutture, clima e capacità di saper fare squadra – per pensare in grande. Qui tanti atleti, anche stranieri, sono diventati campioni, e lo sport italiano si è aperto al mondo”. Continua: “L’atletica qui è la padrona di casa e proprio da qui ripartirà la sua riscossa. Con progetti più che condivisi con il CONI, fra cui anche il nuovo patto per rivalorizzare questo impianto mitico”.  A scoprire la targa che ora indica il Viale Pietro Mennea, quello di accesso che corre parallelo a un rettilineo leggendario, sono stati la moglie, Manuela Oliveri Mennea, e l’allenatore, Carlo Vittori. Occhi visibilmente emozionati i loro, nei quali sono ancora vivide le immagini delle imprese realizzate dalla Freccia del Sud,  tra cui quattro finali olimpiche consecutive nei 200 metri piani (bronzo a Monaco 1972, quarto a Montreal 1976, oro a Mosca 1980 e settimo a Los Angeles 1984), 528 gare complessive, 23 libri e soprattutto il record mondiale del 1979 a Città del Messico, dove corse i 200 metri in 19’’ e 72, primato rimasto in piedi per ben 17 anni, un oro e due bronzi olimpici.  Numeri da leggenda, numeri da Pietro Mennea. Sofferenza e sogno, made in Barletta.

 

Foto gentilmente concesse dal Coni-GMT

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