Barletta Calcio, cinque anni dal ripescaggio Dalla Prima Divisione alla raccolta fondi. Il cambiamento biancorosso

Barletta Calcio, cinque anni dal ripescaggio <small class="subtitle">Dalla Prima Divisione alla raccolta fondi. Il cambiamento biancorosso</small>

Il calcio è una ruota che gira più velocemente di quanto si possa pensare. Il Barletta non è esente dal ciclo e oggi, indubbiamente, è un po’ più amaro ricordare questo anniversario. Esattamente cinque anni fa, il 4 agosto 2010, si festeggiava il ripescaggio in Prima Divisione, dopo quindici anni di attesa.

Quel giorno risollevò definitivamente un blasone sopito, colpito da due lustri di dilettantismo e di pochi sprazzi professionistici con relative difficoltà. Un nuovo modo di intendere il mondo biancorosso, una nuova società che di lì a poco cominciò a pensare in grande, senza però trovare le adeguate conferme sul campo.

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Non solo le gioie, anzi, probabilmente sono state più le delusioni. I capricci, gli sbalzi d’umore e l’incostanza dei risultati hanno portato ad una decisione drastica, quella di lasciare la proprietà ad un uomo venuto da lontano, del quale nessuno ha intenzione di rivangare il passato recente. Non lo faremo neanche noi, sapendo che al momento c’è tanto altro a cui pensare e sicuramente di maggiore importanza.

Dalle spese folli ad una raccolta fondi che, con una scadenza prevista per domani, annaspa a 20.000 € di distanza da un’iscrizione in Eccellenza, ancora senza gestione e ancora senza garanzie. Gira, eccome se gira, quella ruota che vedeva il Barletta lottare per la Serie B soltanto tre anni fa, mentre il Carpi era soltanto neopromosso in Prima Divisione e il Teramo vinceva il girone F di Serie D.

Saranno stati cinque anni di grandi difficoltà e grandi sofferenze, di sogni spazzati via dal Garilli di Piacenza, ma saranno anche ricordati come gli anni delle indescrivibili gioie al playout contro l’Andria, o come gli anni dell’adrenalina tra Cremonese e Siracusa. Con l’auspicio, un giorno, di tornare a scrivere le stesse pagine, anche un po’ più gioiose.

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