Barletta Calcio, continua la recita Perpignano lascia a Cascella, la piazza contesta le dichiarazioni. E sullo stadio...

Barletta Calcio, continua la recita <small class="subtitle">Perpignano lascia a Cascella, la piazza contesta le dichiarazioni. E sullo stadio...</small>

Una messinscena senza fine, un’ammissione di colpe che non porta ad alcuna soluzione ed una serie di dichiarazioni incompatibili con quello che, effettivamente, viene sbandierato ai quattro venti da ormai tre mesi. Tutto questo rappresenta la nuova uscita allo scoperto, si fa per dire, di Giuseppe Perpignano, che annuncia di voler lasciare il Barletta Calcio nelle mani del sindaco Pasquale Cascella, ma senza appurare le reali difficoltà alle quali si andrà incontro nel corso dell’estate.

La massa debitoria – I calcoli finanziari portati avanti per tutta la primavera hanno fatto emergere dati preoccupanti circa la situazione di via Vittorio Veneto. Nell’intervista di ieri ad Amica9, però, il patron biancorosso ha continuato a minimizzare e reputare sanabile una situazione che, al momento, prevede parecchie difficoltà da fronteggiare. Secondo il presidente, la fetta di fideiussione ancora inutilizzata, le rate Inps ed Enpals da incassare e il parco giocatori attuale sono i fattori che coprirebbero gran parte del buco economico da lui creato. A ciò, però, va aggiunta una fideiussione per la stagione 2015/2016 da garantire entro il 30 giugno, dopodiché si passerà a comporre un nuovo monte ingaggi per il campionato da affrontare. In una situazione che ha visto staccati acqua e gas dal Puttilli a ridosso della penultima giornata, onestamente, sembra difficile pensare a queste imponenti cifre da sborsare e garantire. La piazza barlettana è conscia del grande ostacolo da sormontare, è consapevole delle difficoltà che ci saranno nel mantenere la categoria, ma non riesce ancora a spiegarsi il perchè di questo atteggiamento reiterato da parte di Perpignano.

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Società a Cascella – “Non ci sono le condizioni per continuare“, ha detto il patron dopo un lungo mea culpa e un’altrettanto lunga dichiarazione di solitudine, a caccia di compassione, dopo gli errori gestionali commessi in meno di una stagione. A tal proposito, ha rimarcato l’intenzione di voler lasciare il club nelle mani del sindaco Pasquale Cascella, ancora del tutto teorica. L’auspicio della totalità della tifoseria è che Perpignano si liberi della società e che la città si liberi di Perpignano. Un’eventuale esclusione dalle responsabilità rischia di essere un boomerang, ragion per cui bisognerà stare attenti a non rimanere con un pugno di mosche. Se l’intenzione si trasformerà in ufficialità, sarà necessario valutare con attenzione ogni possibile conseguenza.

Stadio, si parte lunedì? – Dieci giorni di ritardo, abbondanti, dal 3 giugno. La deadline fissata ad inizio mese è stata nuovamente rinviata e il tutto si somma all’esasperazione per la situazione societaria. L’invito, da parte del Comune al Barletta Calcio, di lasciare i locali dell’impianto entro il 15 giugno rappresenta un segnale verso il termine dello stucchevole stand-by creatosi negli ultimi mesi. Con i segnali, però, non si va da nessuna parte e la dimostrazione è lampante da quando il Barletta milita nel professionismo. Se la metà del mese segnerà l’inizio della cantierizzazione, si potrà confermare soltanto tastando con mano l’effettivo avvio dei lavori.

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