Corda, basta guerre mediatiche Il tecnico rivendica la sua innocenza, in attesa dei prossimi verdetti

Corda, basta guerre mediatiche <small class="subtitle">Il tecnico rivendica la sua innocenza, in attesa dei prossimi verdetti</small>

In una situazione che di chiaro ha pochissimo e di torbido ha praticamente tutto, l’unica certezza è che la giustizia farà il suo corso, nel bene e nel male dei protagonisti che sono stati chiamati in causa durante queste settimane. L’inchiesta Dirty Soccer ha investito anche Ninni Corda, tecnico del Barletta prima arrestato poi rilasciato per insufficienza di motivazioni per la custodia cautelare: secondo il gip Francesco Meloni, l’allenatore sardo non inquinerebbe le indagini al di fuori delle misure restrittive, ragion per cui il provvedimento di fermo è stato revocato nel giro di poche ore. Il tutto, però, senza chiarire la posizione di innocenza o colpevolezza del tesserato biancorosso.

A distanza di circa dieci giorni dal polverone sollevato dalla Procura di Catanzaro, lo stesso Corda torna a parlare ai microfoni di Alfredo Pedullà. Una nuova dichiarazione di estraneità ai fatti, una nuova dichiarazione di innocenza, quasi a voler attuare una convinzione mediatica ancor prima che nei confronti degli inquirenti: “Sono stato coinvolto in situazioni che non mi riguardano, quello dell’illecito sportivo non è il mio caso“. E il nuovo intervento del tecnico del Barletta scuote la piazza sui social network.

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Non si tratta di una caccia alle streghe o della ricerca di un capro espiatorio, nonostante sia facile ed immediato associare le attuali accuse alle precedenti vicende in cui Corda è stato già implicato ai tempi del Savona. La ricerca di un appoggio da parte dell’opinione pubblica si scontra con le indagini, gli atti e le intercettazioni in corso d’opera da parte delle autorità, che alla lunga saranno le uniche componenti che conteranno qualcosa. La posizione dell’allenatore rimane nel limbo, come quella di altri quaranta figure la cui accusa non è stata ancora stralciata dalle forze dell’ordine.

In un momento così delicato per le sorti del calcio barlettano, evitare una guerra mediatica è probabilmente la scelta più indicata. Le difficoltà economiche rappresentano già un macigno difficile da sopportare e sradicare, e infilarsi in un gioco perverso di dichiarazioni di innocenza, con relativo seguito, è una distrazione che Barletta non può assolutamente permettersi.

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