A Vincenzo Il ricordo di mister Cosco, avversario leale e spesso ammirato

A Vincenzo <small class="subtitle">Il ricordo di mister Cosco, avversario leale e spesso ammirato</small>

Il calcio è fatto di poche amicizie e tante rivalità, è inutile nascondersi dietro la pratica buonista del fair play. Qualche volta, però, capita di imbattersi in avversari con cui non puoi far altro che complimentarti, per il modo di schierare la squadra ma soprattutto per lo spirito che incarnano fuori dal campo. Vincenzo Cosco era uno di questi, senza ombra di dubbio.

Non ha mai allenato il Barletta, non ha mai collaborato con staff tecnico e dirigenziale biancorosso, ma la sua storia si intreccia con quella di via Vittorio Veneto in maniera talmente stretta da averla fatta nostra. Vincenzo è stato protagonista degli ultimi quattro derby con l’Andria, quelli della stagione 2012/2013, conclusi con la vittoria dei playout al Degli Ulivi. Con la certezza di non sbagliare, c’è la convinzione che quei derby siano stati i più intensi della storia delle due squadre.

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Tralasciando l’esito degli spareggi, l’immagine di Vincenzo che più è stata trasmessa ai tifosi biancorossi è quella del 4 novembre 2012, giorno in cui l’Andria sbancò il Puttilli per la prima volta dopo quasi sessant’anni. Il merito di aver plasmato una squadra durissima da affrontare, con tante individualità capaci di superare i problemi societari che caratterizzarono quella stagione, ma anche la consapevolezza di aver fatto una grande pubblicità agli occhi delle concorrenti. Di quella vittoria a Barletta rimane l’abbraccio dei giocatori, che lo elevarono ad autentico condottiero, l’unico che avrebbe potuto salvare il nome di una società allo sbando.

In tanti si sono aggrappati alla sua voglia di calcio, alla sua intelligenza fuori dal comune anche negli aspetti di contorno, che gli hanno permesso di farsi apprezzare da stampa e tifosi. Oggi Vincenzo non c’è più, sconfitto da un tumore all’età di 51 anni. Eppure ne aveva sconfitto un altro diciotto anni fa, quasi a testimoniare la sua grande forza da Special Wolf, soprannome che l’ha accompagnato negli ultimi anni della sua carriera da allenatore. Stanotte ha perso la sua partita più importante, ma il suo ricordo passerà anche da chi l’ha ammirato da avversario: l’importanza e la grandezza di una vittoria, a volte, sta nel riconoscere i meriti dei rivali, che in questo caso erano indiscussi. La redazione di Barlettasport esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Vincenzo, uomo leale ancor prima che tecnico apprezzato. Che la terra ti sia lieve.

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