Barletta Calcio, squadra a picco Blocco psicologico, sforzi vanificati dai soliti errori. Come si esce dal tunnel?

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Un film già visto si guarda nuovamente per evocare piacevoli ricordi e regalarsi sensazioni positive. A Barletta si usa la pratica inversa, ovvero quella di ripetersi per farsi del male. La conferma, qualora ce ne fosse bisogno, giunge dal terreno del Marcello Torre di Pagani, dove i padroni di casa infliggono ai biancorossi la sesta sconfitta consecutiva tra campionato e Coppa. Un ruolino da dimenticare per i tifosi, in particolar modo per quelli accorsi in terra campana, che hanno osservato una squadra in balìa della propria paura.

Marco Sesia, sempre più sul banco degli imputati.

Marco Sesia, sempre più sul banco degli imputati.

Perchè sembra davvero così. Sembra che il Barletta abbia paura di fare la partita anche contro una squadra abbordabile, descrizione che corrisponde perfettamente alla Paganese. Sembra inoltre che sia necessario arrivare con l’acqua alla gola, prima di dare una parvenza di reazione, vanificata in maniera grossolana come nella precedente trasferta di Caserta. E se anche per Sesia la sfortuna non è più una componente ammissibile, visto che dalla conferenza postpartita è emersa la parola negligenza, è bene che anche il tecnico piemontese inizi a porsi alcune domande.

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Roberto Floriano, colpo di genio da zero punti.

Roberto Floriano, colpo di genio da zero punti.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso – Inutile lamentarsi della percentuale tonda della Paganese, capace di trovare due reti con un tiro da fuori e un autogol. L’incrocio dei pali colpito sul punteggio di parità completa il quadro delle sortite campane, ugualmente più congruo di quello del Barletta. L’inconsistenza del pacchetto avanzato biancorosso fa il resto: Fall si conferma terminale inadeguato e le occasioni non sfruttate amplificano i già noti problemi della squadra in fase di realizzazione. A ciò si aggiunge una serie interminabile di passaggi in orizzontale, che non fanno altro che dimostrare lo scarso movimento in fase di possesso. La squadra di Sesia è fisicamente bloccata quando gestisce la sfera più dell’avversario, ma i limiti emergono anche in fase di copertura quando De Liguori riesce a portar palla per venti metri senza opposizione. Dalla sgroppata dell’ex di turno arriva il gol di Deli, esteticamente apprezzabile ma favorito dall’indolenza del centrocampo ospite. Con le spalle al muro, il Barletta comincia ad arrabattarsi e giunge anche al pareggio, ma l’ennesimo scivolone su palla inattiva condanna i biancorossi. All’autogol di Kiakis corrispondono i volti desolati dei tifosi, che valgono più di mille parole.

Doppia in casa, ultima chiamata – Mai come oggi, la luce in fondo al tunnel pare una chimera. Le sconfitte contro squadre ben più attrezzate come Benevento, Casertana e Matera avevano lasciato ancora qualcuno dalla parte conservatrice, ma il ko in casa della Paganese comporta un netto esodo verso il partito dell’esonero. Le ultime dichiarazioni a mezzo stampa di dirigenza e staff tecnico hanno tentato di mascherare la graticola su cui si trova la panchina di Sesia, ma adesso sembra che sia arrivato davvero il momento dell’ultimatum. Ci sono Martina e Melfi, due concorrenti per la salvezza: in una situazione del genere, due vittorie restituirebbero tranquillità a piazza, squadra, allenatore e soprattutto classifica. Il condizionale, però, non si può più prendere in considerazione.

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