Barletta, le pagelle di una stagione D'Errico è il migliore, Orlandi agli antipodi. Liverani e Di Bella non sfigurano, in attacco troppe delusioni

Barletta, le pagelle di una stagione <small class="subtitle">D'Errico è il migliore, Orlandi agli antipodi. Liverani e Di Bella non sfigurano, in attacco troppe delusioni</small>

Liverani 6,5: L’estremo difensore biancorosso migliora il suo rendimento rispetto allo scorso campionato, nonostante le sue parate non incidano quasi mai sul risultato finale. Qualche sbavatura con il Catanzaro ma anche ottime prestazioni come a Grosseto. Se il Barletta non esce da ogni trasferta con passivi imbarazzanti è anche grazie a lui.

Vaccarecci 5: Poche apparizioni e tanta insicurezza. Si ritaglia qualche spazio in Coppa Italia e in pochissime partite di campionato ma di lui ci si ricorderà di qualche uscita spericolata e del diverbio con la tifoseria nella partita di coppa con il Lecce.

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Guglielmi 5,5:  Prelevato dagli Allievi e buttato nella mischia forse più per speculare che per valorizzarlo concretamente. Il suo esordio in Lega Pro a 16 anni finisce sulle testate nazionali e su di lui si sarebbero fatti vivi gli interessi di importanti club di serie A. In campo può già contare su di una stazza fisica da “senior” ma ciò che manca è tutto il resto. Decisamente acerbo.

Camilleri 5: Doveva essere la stagione del definitivo rilancio, dopo aver magistralmente condotto la difesa alla salvezza fino alla storica vittoria con l’Andria. E invece si smarrisce strada facendo, perdendo quella brillantezza e quel carattere che lo avevano accompagnato solo pochi mesi prima. Se a ciò si aggiungono alcuni screzi con la tifoseria organizzata (e con Carrara), il quadro di una stagione da dimenticare è completo.

Romeo 6: Fedelissimo della causa biancorossa, anche lui cerca di riconfermarsi ad alti livelli ma le sue ambizioni si infrangono contro fastidiosi infortuni e qualche incomprensione con il tecnico. Disputa solo 9 partite in campionato, poi l’infortunio al piede lo mette k.o. fino alla fine della stagione. Rammarico.

Maccarone 5: Gregario di una difesa colabrodo. Nel corso delle sue diciassette apparizioni non lascia traccia tangibile del suo contributo, sia come centrale che come terzino destro. Difficile veder riscattata la comproprietà che lo lega per metà con il Chievo.

Di Bella 6,5: Nonostante una stagione sciagurata, il centrale difensivo romano riesce ancora una volta ad imporsi come una delle poche note liete della squadra. Quando si tratta di “mettere la gamba” non si tira mai indietro e non è un caso che, nonostante l’incoveniente di Pontedera, tra lui e la piazza si sia rinnovato un legame molto forte.

Cascione 5: Contributo impalpabile in quasi tutte le sue apparizioni. Meglio in fase offensiva che in ripiegamento. Della sua stagione ci si ricorda praticamente solo l’assist per Ilari nel 2-2 con il Pontedera.

Pippa 6: Non manca mai nel dare il suo prezioso contributo sulla fascia sinistra. Vive un momento delicato quando a dicembre viene messo fuori rosa insieme al suo illustre compagno Allegretti ma riesce poi a riprendersi, regalandosi un finale di stagione più che dignitoso. Professionista serio, mai sopra le righe.

Cane 6: Giovane dalle grandi capacità atletiche, in cerca di una maturazione che potrà arrivare solo con il passare degli anni. Il suo rendimento oscilla tra prestazioni appena sotto la sufficienza ed altre decisamente più incoraggianti. Cala un po’ nei mesi finali ma del resto percorrere avanti e dietro la fascia alla lunga può logorare anche il fisico più allenato.

Ferreira 6: Sufficienza di incoraggiamento per un ragazzo che quando chiamato in causa si è fatto sempre trovare pronto, ora come terzino, ora come mediano, ora come difensore centrale. Ovunque si troverà la prossima stagione, merita più fiducia.

Mantovani 6,5: Parte in sordina, confrontandosi non senza difficoltà al suo primo campionato di Prima Divisione. Quindi esce alla distanza, mostrando di poter coniugare bene interdizione e fase offensiva e imponendosi così come uno degli elementi più preziosi del centrocampo biancorosso. Ha ampi margini di crescita.

Bijimine 5,5: Giunge dal Perugia, dove godeva di buone referenze nonostante le zero presenze in campionato. In Puglia mette in mostra solo parte delle proprie abilità, giocando meglio come mediano davanti alla difesa piuttosto che come centrale difensivo.

Innocenti 6,5: Colma il vuoto lasciato da Dezi, giocando come mezzala di gran movimento e dalla buona propensione offensiva. Nel Sudtirol non godeva di buona stima da parte dell’allenatore, a Barletta riesce in parte a riscattarsi ma è un peccato non averlo potuto vedere in campo lungo tutta una stagione.

Legras 6,5: Vero e proprio oggetto misterioso del calciomercato estivo. Viene prelevato dopo esser stato scartato dalla Reggina durante il ritiro estivo. L’avvio non è esaltante ma poi le sue prestazioni migliorano col passare dei mesi, facendone un elemento fondamentale in una squadra dalle scarsissime doti tecniche.

Branzani 4,5: Una stagione davvero deludente, che lo vede giocare con più costanza fino a gennaio ma quasi mai con un rendimento sopra la sufficienza. Nel girone di ritorno viene relegato in panchina.

Ilari 6,5: Subentrando a partita in corsa ha un impatto devastante ma quando si ritaglia un posto da titolare non riesce mai a convincere del tutto. Ad ogni modo, ventotto presenze impreziosite da cinque gol (capocannoniere della squadra) sono numeri non indifferenti nell’economia di un attacco a dir poco spuntato. Rimane un’incompiuta.

D’Errico 7 (il migliore): Velocità, tecnica e gran propensione al dribbling lo fanno ad oggi uno dei milgiori esterni offensivi della categoria. Il suo è un campionato giocato ad alti livelli, forse con il rammarico di non aver avuto la giusta freddezza sotto porta. Su di lui sono vivi gli interessi di molte squadre e non sarebbe un delitto vederlo giocare presto nella serie cadetta. MVP.

Cicerelli 5: Doveva essere la stagione che lo avrebbe dovuto lanciare come uno dei più talentuosi prospetti della Lega Pro. E invece il suo è stato un flop totale, dovuto alle troppe pressioni e – forse -ad una sopravvalutazione delle sue doti tecniche. Aveva bisogno di maturare con più calma, senza essere utilizzato come uomo immagine nella campagna abbonamenti e dandogli la possibilità di inserirsi ancora con gradualità in un campionato così fisico come la Prima Divisione. Promessa non mantenuta.

Campagna 5,5: Gregario d’attacco senza particolari doti tecniche ma dalla discreta fisicità. Trova comunque il modo di poter collezionare otto presenze ed un gol.

La Mantia 6,5: Cinque mesi lontano dal campo influiscono pesantemente nel rendimento per qualsiasi calciatore. Nonostante le tante difficoltà trova comunque il modo di rientrare e di riprendersi con gli interessi quanto si era perso. Quattordici presenze e quattro gol al rientro acuiscono l’amaro in bocca per quella che poteva essere una stagione dallo score ben più ricco. Sfortunato.

Ganz 5: Giunge dal Lumezzane dopo una prima metà di stagione deludente. Il suo avvio in biancorosso non è negativo ma nel suo score mancano i gol, dato non marginale per un attaccante che tanto bene aveva fatto nel campionato Primavera.

Zigon 5: La dimostrazione che tra la prima serie slovena e la terza italiana intercorre un abisso. Dopo una stagione da 15 gol giunge in Italia prelevato dalla lista svincolati ma non riesce a convincere. A Febbraio scompare tra tribune e panchine.

Picci 5,5: Punta di gran temperamento ma probabilmente non ancora adeguato al livello tecnico della categoria. I suoi due gol in campionato sono comunque pesanti e fruttano ben quattro punti. Il prossimo campionato potrebbe nuovamente incrociare il Barletta con la maglia del Matera, dove ha conquistato una promozione a suon di gol e buone prestazioni.

Allegretti sv: Troppo ingeneroso il trattamento riservatogli per poter giudicare il suo apporto in questa stagione. Meglio ricordarlo per quanto fatto fino al 2 Giugno 2013.

Orlandi 4 (il peggiore): Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, e il suo errore più grande è quello di sottostare supinamente ai diktat imposti da Martino su formazione e gestione tecnica della rosa. Non avrebbe mai messo ai margini un elemento come Allegretti e in sede di mercato la sua voce non ha mai avuto alcun peso. Sbattere i piedi per terra sarebbe stato il minimo e invece ha lasciato che la barca andasse alla deriva.

Carrara sv: Promette di non perdere nessuna delle ultime tre partite di campionato ma si è dovuto arrendere alla pochezza di una squadra inadeguata per la categoria. Ad ogni modo il suo operato rimane invalutabile.

 

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