Fine stagione, la dirigenza nascosta Analisi di un campionato concluso, Carrara evidenzia l'assenza fisica di Tatò

Fine stagione, la dirigenza nascosta <small class="subtitle">Analisi di un campionato concluso, Carrara evidenzia l'assenza fisica di Tatò</small>

Non rappresenta certamente l’origine di ogni errore, ma sicuramente ne ha generato una buona parte. Il Barletta termina il campionato al terzultimo posto e, visto tale esito, il giudizio non può che essere negativo anche negli aspetti extra-campo. Una delle componenti che ha inciso durante l’arco della stagione è stata chiamata in ballo da mister Carrara non in quanto responsabile diretta, ma come deficit psicologico che si è aggiunto alle carenze tecniche della squadra. Il tecnico biancorosso, nell’ultima conferenza prepartita, si riferisce all’assenza fisica di Roberto Tatò negli ambienti di via Vittorio Veneto. Un’opinione personale, quella del mister, che però fa il paio con quanto è avvenuto nel corso di dieci lunghissimi mesi.

Tralasciando quelli che sono stati i problemi personali e di salute del patron biancorosso, lontano anche dalle partite casalinghe per oltre sei mesi, sulle dichiarazioni del tecnico c’è parecchio da riflettere: viene così a mancare la solidità societaria, ma anche quella sicurezza che si può trasmettere soltanto con il supporto e la supervisione del numero uno di un club calcistico. Il conseguente malumore della piazza, guardando la gestione plenipotenziaria di Martino, ha fatto il resto su giocatori già allo sbaraglio.

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Una distanza tra dirigenza e squadra che ha alimentato la volontà di chiamarsi fuori. Tatò, allo stato concreto, annuncia un addio già avvenuto con il distacco tra gli ambienti interni, quasi come prova del nove del suo disimpegno. E l’impegno di accollarsi il contratto dell’ex direttore generale, comunicato già nei sondaggi degli interessati, rappresenta da una parte la premura di salvare il titolo sportivo, rendendolo più appetibile di quanto già non lo sia, ma dall’altra evidenzia la frenesia di scrollarsi di dosso il peso della carica.

Adesso sta alla classe imprenditoriale, barlettana e non, farsi avanti per rilevare la proprietà. Tra i punti da tenere in considerazione rientrano a pieno titolo gli errori commessi dall’attuale presidente, dalle pratiche più tecniche agli aspetti più umani. Le trattative in piedi sono già state affrontate nei giorni scorsi, ma Barletta è attesa da un mese e mezzo a dir poco rovente.

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