Derby, il cuore non basta Prestazione gagliarda, Lecce astuto e cinico

Derby, il cuore non basta <small class="subtitle">Prestazione gagliarda, Lecce astuto e cinico</small>

E’ il day-after di una sconfitta in un derby, ma comunque non viene accolta con lo scoramento già percepito durante altri inizi di settimana. Il Lecce si impone 2-1 sul campo del Barletta, sfruttando le disattenzioni tecnico-tattiche che hanno condito una prestazione al di sopra della sufficienza.

Il risultato evidenzia la differenza tecnica tra le due squadre, così come le difficoltà emerse in casa giallorossa, ma non rende merito a Liverani e compagni, in corsa per tutto l’arco del match e vicini ad accarezzare l’idea di una preziosa vittoria, non solo in chiave emotiva ma anche di classifica. Ad aver ragione è però la squadra di Lerda, molto più cinica nella ripresa ed abile ad anticipare le mosse degli avversari. Il tecnico ospite vince il duello con un Orlandi a volte indolente, a volte frenetico e confusionario nelle scelte tattiche.

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La partita si conferma maschia, non adatta per testare la bontà di giovani talenti o soluzioni inedite. Serve la concretezza, componente che nella prima fase del match premia i biancorossi. Lecce nervoso e spesso fuori controllo negli interventi, i cartellini si sprecano: tra le file dei padroni di casa è giallo anche per il baby Ferreira, lanciato per sostituire l’altra promessa Guglielmi, ma ancora lucido nel contenere Barraco.

Mantovani trova il gol del vantaggio che certifica la superiorità del Barletta in un primo momento della gara, ma è lecito attendersi la reazione dei salentini, che ricorrono all’inversione degli esterni e alla spola di Bogliacino. Nella ripresa la pressione ospite si fa più insistente, ma il tecnico di casa tarda nelle scelte: prima ridisegna la retroguardia, poi arriva il pareggio proprio su un errore di posizionamento sul versante sinistro, infine il rosso a Ferreira che cambia l’inerzia del match.

Dopo un’ora di incontrovertibili meriti, i biancorossi sono costretti a subire la crescita leccese, che si materializza prima con il gol di Miccoli, poi con il tocco di Amodio che firma il 2-1 ospite. Il contraccolpo psicologico è avvertito anche dal pubblico, che cala dopo più di un tempo di grande incitamento. La spinta barlettana è affidata al solo D’Errico che, con l’ingresso di Campagna, viene spostato per breve tempo dal lato di Lopez e i padroni di casa calano fino al forcing finale.

Gli ultimi minuti, invece, testimoniano l’orgoglio di una squadra diversa dal girone d’andata, più propositiva e oggettivamente migliore da vedere: non potrà comunque raggiungere il nono posto ma, senza gli errori di valutazione delle ultime due partite, il Barletta può regalarsi un finale di campionato quantomeno decoroso. I tifosi l’hanno capito già prima di Salerno e l’hanno ribadito al termine del derby.

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