Barletta Calcio, la tifocronaca dell’Arechi La partita vista dal Settore Ospiti

Barletta Calcio, la tifocronaca dell’Arechi <small class="subtitle">La partita vista dal Settore Ospiti</small>

Era da vent’anni che Salernitana e Barletta non si affrontavano in una gara di campionato. Eccezion fatta per un match di Coppa Italia Lega Pro al Puttilli, vinto dai biancorossi per 2-1 nella stagione 2010/2011, la nostalgia di una classica era palpabile già da inizio settimana. Arriva così una trasferta con uno dei maggiori sèguiti della stagione.

Raduno fissato alle ore 10 ma, ovviamente, buona parte dei tifosi se la prende comoda. Tutte le strade che portano in piazza Caduti si arricchiscono di sciarpe e bandiere biancorosse, come succedeva prima delle trasferte in massa della Serie D. Tra colazioni, schedine domenicali, prime foto e telefonate agli amici, arriva il momento della partenza. I due pullman e il minibus attraversano le strade cittadine, seguiti dalle vetture dirette a Salerno e osservati dagli occhi curiosi dei passanti.

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Le tre ore di viaggio rappresentano il succo di ogni trasferta: un panino o una birra in due, il racconto di vecchi episodi in qualche campo polveroso, le leggende su chi ha fatto grande la tifoseria barlettana, il fomento per caricarsi in attesa dell’arrivo. La sosta all’ingresso in Campania è l’ultimo step prima dell’arrivo all’Arechi, che finalmente si materializza intorno alle 14.

L’ingresso nel parcheggio dello stadio preannuncia il clima rilassato tra due piazze storicamente amiche. Un ristretto manipolo di salernitani accoglie i biancorossi nel segno del rispetto reciproco: non mancano scambi di sciarpe e numerosi prosit per celebrare l’amicizia, poi ognuno per la sua strada e via al tifo. Curva Sud Siberiano in contestazione, con tanto di settori centrali lasciati deserti e uno striscione che annuncia lo sciopero dei gruppi. Settore Ospiti che parte su buoni ritmi, strappando gli applausi dell’Arechi. I circa 200 supporters giunti da Barletta cantano compatti per una buona parte del primo tempo, nonostante la necessità di spronare ripetutamente le zone laterali.

Il gol di Gustavo arriva mentre i biancorossi spingono la squadra alla vittoria, suscitando anche qualche risata per il rocambolesco susseguirsi di eventi. Qualcuno comincia già a mollare, ma i cori tipici della Nord riescono a trascinare il settore fino all’intervallo. La ripresa comincia con una serie a ripetere, ma il raddoppio e il tris di Mendicino e Mancini stroncano le velleità di rimonta della squadra e affievoliscono il morale dei presenti.

Con l’errore dal dischetto di La Mantia, l’effetto è contrario: dopo una curiosa invenzione del gol del 3-1 con annessa esultanza, i barlettani tornano a divertirsi a prescindere dalla debacle e continuano a cantare fino all’arrivo dei giocatori davanti al settore, i quali lanciano maglie e pantaloncini ai propri sostenitori.

Il ritorno è soft, senza grosse polemiche ma con numerose riflessioni sulla partita appena conclusa. Sarà la stanchezza, sarà la testa già al derby casalingo con il Lecce, ma ciò che rimane è la consapevolezza di aver vissuto una domenica di passione e amore per i propri colori e la propria terra. “Noi non supereremo mai questa fase“, diceva un piccolo Paul Ashworth in Febbre a 90: mai nulla di più vero, soprattutto dopo un 3-0 in trasferta.

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