Allegretti: “Tifo splendido, tempo sarà galantuomo” L'ormai ex capitano saluta Barletta in una lunga intervista

Allegretti: “Tifo splendido, tempo sarà galantuomo” <small class="subtitle">L'ormai ex capitano saluta Barletta in una lunga intervista</small>

Dopo quattordici mesi, Allegretti e il Barletta Calcio si sono detti ufficialmente addio. Tra rabbia, sconforto e delusione, i tifosi biancorossi provano a concentrarsi sulle vicende future, accantonando una situazione ormai dilaniata da parecchio tempo. L’ormai ex capitano, adesso ai saluti, traccia il bilancio di quella che è stata la sua esperienza in biancorosso.

Una lunga intervista rilasciata a tutti gli organi di stampa, divisa per capitoli secondo le varie situazioni vissute nell’intensa esperienza a Barletta.

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Come tutto ebbe inizio…

“Prima di arrivare a Barletta, circa un anno fa, avevo deciso di smettere. La morte di mio padre, alcune delusioni mi avevano fatto perdere entusiasmo. Il mio procuratore Zavaglia mi esortava a non mollare. Poi è arrivata la telefonata di Pavone che mi dice “Vieni da noi, non abbiamo bisogno di un grande calciatore ma di un leader che prenda per mano questa squadra”, accettai e Pavone mi venne a prendere all’aeroporto, una cosa che mi colpì parecchio”.

Il gruppo e la dedizione

“I ragazzi sono sempre stati splendidi. Hanno sempre dato il massimo e hanno sempre cercato di fare gruppo. Chi più chi meno ha sempre dato tutto per raggiungere gli obbiettivi. Il mio augurio è che possano raggiungere come squadra e come singoli i successi che meritano”.

L’infortunio e i primi dubbi

“Ad Ascoli, all’andata, non giocai per un problema muscolare. Nella gara successiva ero pronto ma con il Prato andai in panchina. Disse Orlandi che non voleva rischiarmi, poi entrai subito e perdemmo 2 a 0. Fummo contestati ed io andai sotto la curva e, forse, sbagliando, spiegai ai tifosi che la colpa non era tutta dei ragazzi”.

Lo stop in Coppa contro il Lecce

“Contro il Lecce mi sono fratturato la clavicola. Un periodo di 40 giorni doveva bastare, lo stesso preparatore atletico Mondilla mi disse che ne sarebbero bastati anche 50, assumendosene le responsabilità, ma non di più. Non guarivo, almeno ufficialmente.”

Il rapporto con Tatò

“Ringrazierò sempre Tatò per avermi dato la possibilità di aver vissuto questa esperienza. Negli ultimi tempi ha avuto qualche problema di salute e ne ha risentito anche il suo rapporto con la squadra.. Spero resti al Barletta può ancora dare molto”.

Quelle controversie con Orlandi e Martino

“E’ vero, con Martino e Orlandi i rapporti non sono stati buoni. In questo momento potrei scagliarmi addosso a loro, ma non lo faccio. Sono arrivato a Barletta in silenzio, mi sono comportato bene nonostante tutto e voglio chiudere questa parentesi in maniera elegante. Il tempo, forse, dirà qualcosa in più su questa storia”.

I ringraziamenti e la Barletta che rimane nel cuore

“Permettetemi di ringraziare qualcuno però. Ovviamente la città nella quale mi sono trovato benissimo e dove avevo anche intenzione di intraprendere delle attività una volta smesso di giocare. Una cosa è certa. Tornerò, magari la prossima estate, per salutare molti amici che lascio e magari per incontrare qualche tifoso. La tifoseria è stata splendida e la porterò sempre con me. Lo so potrà sembrare scontato, ma non credo di esagerare se affermo che Barletta è stata una delle città in cui mi sono trovato meglio. Ringrazio e saluto il preparatore dei portieri Di Leo, i magazzinieri Mimmo Montereale e Dino Dicorato, i fisioterapisti Andrea Gissi e Peppe Scommegna e i ragazzi della segreteria Dario Caporusso e Beppe Germano e soprattutto il prof Maurizio Nanula”.

Sono queste le parole di un uomo, prima che di un calciatore, che ha lasciato tanti bei ricordi in una piazza che fa fatica a ricordare e fa presto a dimenticare. Probabilmente è il motivo per cui la piazza barlettana si è sempre contraddistinta per la sua esigenza, pronta ad innalzare e un attimo dopo ad additare un colpevole. E’ il gioco del calcio, ma ci sono anche elementi che restano nella memoria per lungo tempo. Allegretti è sicuramente uno di questi.

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