Barletta-Ascoli, tra fallimento e incertezze societarie Marchigiani all'ultima spiaggia, futuro biancorosso nebuloso

Barletta-Ascoli, tra fallimento e incertezze societarie <small class="subtitle">Marchigiani all'ultima spiaggia, futuro biancorosso nebuloso</small>

La sfida di domenica non è soltanto una gara della seconda di ritorno. Di fronte si troveranno Barletta e Ascoli, due realtà ben diverse tra loro, ma accomunate dalle preoccupazioni in chiave societaria. Se i marchigiani navigano in acque tutt’altro che tranquille, i biancorossi non possono dirsi soddisfatti: tra contestazioni e risultati scadenti, il disimpegno di Tatò grava sull’economia del prossimo anno.

Al Puttilli i bianconeri non potranno contare su parecchi elementi di rilievo, a partire da Falzerano e Malatesta che si apprestano a cambiare casacca. I due promettenti calciatori potrebbero essere i primi di una lunga serie: il club sta dando a numerosi elementi la possibilità di trovare sistemazione altrove, in modo da snellire il peso economico da fronteggiare al termine della stagione. A tal proposito si stanno muovendo anche i tifosi, che non fanno mancare la vicinanza alla squadra.

Stando agli ultimi eventi, la piazza ascolana starebbe pensando anche al Supporter Trust, ovvero il supporto attraverso una quota di partecipazione all’interno della società. La pratica, molto diffusa all’estero, potrebbe trovare applicazione proprio nel club retrocesso dalla B: rilevare parte del pacchetto azionario, però, rappresenterebbe davvero l’ultima spiaggia per la gloriosa squadra marchigiana. Intanto, la curva ha dimostrato il suo affetto con la grande coreografia durante la gara interna col Frosinone: circa 8.000 i presenti al Del Duca per la manifestazione nei confronti dell’Ascoli, sconfitto 1-0 dai ciociari.

In casa Barletta, invece, la situazione si mantiene sui roventi binari della contestazione. La posizione del direttore generale Martino è ancora al centro delle polemiche da parte della piazza, che però mantiene costante il suo interesse nei confronti del futuro societario. Le dimissioni di Tatò, sotto certi aspetti ancora oscure, continuano a destare preoccupazione: nessuno degli imprenditori precedentemente accostati al Barletta ha ancora manifestato concretamente la propria volontà, lasciando il tutto in alto mare.

Situazione certamente non paragonabile a quella dell’Ascoli, estremamente più critica rispetto a quella barlettana, ma che comunque fa riflettere sulle difficoltà delle squadre di Lega Pro e sullo scarso interesse dell’ambiente a meno di 48 ore dalla partita.