Errore tecnico, facciamo chiarezza Ricorso del Gubbio inutile per il principio di effettività

Errore tecnico, facciamo chiarezza <small class="subtitle">Ricorso del Gubbio inutile per il principio di effettività</small>

La partita tra Gubbio e Barletta non dovrebbe ripetersi. Se ne diano pace i dirigenti del Gubbio, ma a noi pare che non ci siano davvero gli estremi per una ripetizione della partita.

Il fatto. Nel recupero del secondo tempo, il Sig Lacagnina di Caltanisetta espelle il calciatore eugubino Laezza, ma questi continua a giocare la partita fino al triplice fischio finale.  L’errore tecnico, quindi, c’è stato ed hanno ragione coloro che lo hanno subito evidenziato. Ma nel diritto sportivo vige un principio, quello dell’effettività. Ed il Giudice sportivo, nel valutare la eventuale ripetizione della partita per “errore tecnico”, decide anche alla luce del suddetto principio.

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Cosa dice questo principio? “Occorre che l’errore tecnico commesso dal direttore di gara abbia avuto una EFFETTIVA incidenza sul risultato del match.” E questo ieri non è accaduto. Anzi, il Gubbio ha persino beneficiato dell’errore tecnico avendo concluso la partita in nove (anziché otto, ndr) contro undici.  Inoltre, l‘errore tecnico non comporta sempre una ripetizione dell’incontro. Non c’è un meccanismo automatico che porta alla ripetizione della partita ogni volta che si verifica un errore tecnico.

Intanto il Gubbio ha presentato ricorso o, presumibilmente, lo farà nelle prossime ore (si hanno 24 ore a disposizione per ricorrere al Giudice Sportivo).  “Tuttavia – si legge sul sito della FIGC – ABRUZZO –  non sempre l’errore tecnico dell’arbitro, pur ammesso esplicitamente od implicitamente nel referto, porta alla ripetizione dell’incontro: l’Organo giudicante dovrà valutarne l’effettiva influenza sul regolare svolgimento della gara. Ad esempio non può dirsi che la mancata espulsione di un giocatore della squadra soccombente, ammonito per la seconda volta, con il risultato rimasto invariato sino alla fine dell’incontro, abbia influito sul risultato della gara: dell’errore dell’arbitro non può pertanto dolersi la società che ne è stata avvantaggiata, avendo potuto concludere l’incontro in undici anziché in dieci giocatori.”.

 

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