Dietro la partita: il post-Lecce Attacco isolato, muro difensivo

Dietro la partita: il post-Lecce <small class="subtitle">Attacco isolato, muro difensivo</small>

Si ferma a tre la striscia negativa del Barletta, che torna a macinare punti grazie al pareggio del Via del Mare contro il Lecce fanalino di coda. Una partita tirata, condizionata anche dal campo pesante, che ha riportato la difesa su buoni livelli e mantenuto il reparto avanzato sull’onda del tabù realizzativo.

I due gol annullati rappresentano le occasioni più clamorose da una parte e dall’altra: per i ragazzi di Orlandi è una delle sporadiche folate offensive, limitate alle sovrapposizioni sugli esterni con i successivi cross per il totem Picci, per la squadra di Lerda è il culmine di una gara votata all’attacco, che però si infrange contro il muro eretto da Camilleri e compagni.

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La politica difensiva del tecnico ospite frutta un baricentro estremamente basso: il 3-4-3 di partenza sconvolge le letture della vigilia, ancor di più il 5-4-1 che va a crearsi in fase di non possesso. La mediana gestisce palla ai 30 metri, riuscendo sporadicamente a lanciare per Picci o per i laterali Pippa e Cane. Sulle fasce si svolge la maggior parte della manovra barlettana: la gabbia attorno a Prutsch e Allegretti rende impossibile una gestione prolungata del possesso, costringendo il regista milanese a giocare sui due tocchi per liberarsi velocemente della sfera.

Il gioco smistato sulle corsie esterne sprona i terzini, che dialogano con D’Errico e Cicerelli: entrambi, però, si rivelano confusionari e testardi e le azioni sfumano al primo tentativo di uno contro uno. Sales e un generoso Lopez limitano le due ali, fuori dalle porzioni di campo più adatte, che spesso sono costrette a giocare palla all’indietro, perdendo l’inerzia del possesso. Si riassume così la scarsa vena offensiva del Barletta, sempre più remissivo e votato a banali lanci lunghi.

Nota positiva di giornata è il parco difensori, con Liverani e Romeo in grande spolvero. Le triangolazioni strette di Miccoli e Beretta non colgono impreparati una retroguardia fitta e attenta, capace di respingere al limite dell’area le velleità del Lecce. I tiri da fuori e i numerosi cross ribattuti rimangono i risultati migliori per gli attaccanti giallorossi, che spingono invano anche su calcio d’angolo (ben 14 quelli conquistati, ndr). L’incrocio colto da Doumbia è l’unico lampo di un reparto sterile, incapace di affondare il colpo, complice la lucidità dei centrali di Orlandi.

La giornata di riposo servirà a meditare su questo pareggio, che permette al Barletta di staccare la penalizzata Nocerina. Il bicchiere è mezzo pieno dal punto di vista del risultato, ma serve maggiore incisività dalla cintola in su. Tra due domeniche si attende L’Aquila al Puttilli. Gli abruzzesi dell’ex Infantino, secondi in classifica, saranno un importante banco di prova per una squadra che sembra aver ritrovato un po’ di autostima.

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