Perseverare è diabolico

 

Se prima della conferenza stampa c’era qualche mugugno, adesso la piazza dimostra la totale opposizione alla dirigenza. Il pianeta Barletta ruota sul post-mercato, che per i biancorossi è ancora in piena fase, visto che l’augurio dei tifosi è che si intervenga tempestivamente pescando nella lista degli svincolati: Tatò annuncia sondaggi, Martino ritratta e rimanda a gennaio, innescando una catena di contraddizioni.

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Politica al risparmio… – Il mancato acquisto di un difensore e un attaccante è stato l’argomento principale dell’evento di ieri pomeriggio. Una falla, quella dello staff dirigenziale, che è stata rattoppata nel modo più rapido e incerto possibile, cioè dichiarando di “essere coperti con i giocatori già presenti in rosa“. Una politica al risparmio che non soddisfa nè le esigenze di Orlandi, nè la curiosità e l’ambizione dei tifosi, nè tantomeno maschera il buio totale delle ultime ore di calciomercato, durante le quali il patron biancorosso e il direttore generale hanno provato a sondare le piste Altinier e Marotta, dopo le fumate nere per Viola e Donnarumma.

…e giocatori adattati – Con i cinque aggregati dalla Berretti annunciati da Martino, la rosa sale a 26 elementi. Ventuno, dunque, gli elementi potenzialmente in lizza per una maglia da titolare, di cui quattro portieri. Un numero striminzito, che tuttavia è considerato sufficiente dai dirigenti biancorossi per via della versatilità di vari giocatori: Pippa è potenzialmente un quinto centrale di difesa, Mantovani e altre mezzali possono giocare in zona offensiva perchè provvisti della “propensione al gol“. Ma in caso di infortunio di uno o più giocatori, facendo i debiti scongiuri, saranno ancora sufficienti? Per la dirigenza, la risposta è affermativa.

[quote_left]Abbonamenti, è polemica[/quote_left]

Al “siamo coperti, va bene così” di Tatò, segue anche la polemica sul numero ristretto di abbonati: 904 le tessere staccate, troppo poco per il numero uno di via Vittorio Veneto, che aspirava a quota 2000. Ad una campagna acquisti chiusa in sordina e ad una campagna abbonamenti di 26 giorni non può che corrispondere una quota che è al terzo posto nei quattro anni in Prima Divisione, davanti a quella dello scorso anno. Affluenza legittima, considerate le magre aspettative di inizio stagione. Alla faccia di chi afferma “gli obiettivi non contano“, questo risultato è stato principalmente determinato dalle aspettative da nono posto, non proprio il massimo per infiammare la fantasia di una piazza esigente come quella di Barletta. Basti solo pensare che due stagioni addietro, in tempi di grande manovre per la promozione in serie cadetta, le tessere sottoscritte furono circa 1200.

Una serie di fattori contraddittori che non aiutano a fare chiarezza, che spinge a credere sempre meno al già non esaltante “obiettivo nono posto” fissato dalla società. Per la seconda sessione di mercato consecutiva dilaga il malcontento tra i tifosi, che da sempre si oppongono all’accorpamento delle cariche: che a Martino possa servire un ds, oltre ai soliti collaboratori? Ma soprattutto, quello che fa pensare è che non si sia imparato nulla dagli errori commessi a gennaio. Quelli di ridursi all’ultimo istante per la chiusura di affari fondamentali e puntualmente sfumati. Milano non deve più essere considerato il paese dei balocchi, ma un’eventualità last-minute per potersi togliere qualche sfizio eventuale, non per tesserare pedine numericamente e qualitativamente fondamentali.

Ci risiamo e non va bene.  Errare è umano, perseverare è diabolico.

 

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