Dietro la partita: il post-Prato

 

Limitarsi a raccontare della partita non è facile, in una domenica dalle ricche componenti che condiscono la seconda sconfitta stagionale. Il Barletta cade 0-2 al Puttilli contro un Prato cinico e compatto, ma tutto sommato non irresistibile: un fattore che evidenzia in maniera più netta il flop dei biancorossi, capaci di incassare due gol su errore difensivo in cinque minuti circa.

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[quote_left]Orlandi sbaglia la formazione[/quote_left]

Già dal prepartita, i tifosi mugugnano per l’undici schierato da Orlandi, che si fida troppo di un centrocampo sgusciante e di un La Mantia che torna a manifestare i limiti della scorsa stagione. Nessuna novità in difesa, con la conferma di Liverani e del trio sulla retroguardia, mentre sono parecchie le scelte poco chiare in mediana: Mantovani e Branzani mezzali, Legras in cabina di regìa. Assente Allegretti, dunque, che si accomoda in panchina. Cane va a destra, D’Errico si sposta sul versante opposto. Cicerelli ancora in campo, nonostante le prime avvisaglie di tensione durante le uscite precedenti.

Atteggiamento più frizzante nelle primissime fasi del match, quello del Barletta, ma fine a se stesso. Poche le azioni che portano alla conclusione, nullo il movimento degli attaccanti. Il Prato ne approfitta e passa in vantaggio alla mezz’ora: due gol in rapida successione evidenziano anche la giornata no della difesa. Impacciato Romeo, punto debole del pomeriggio di ieri, che deve sostenere la maggior parte delle folate offensive toscane. In occasione delle reti, il centrale destro divide la colpa con il resto del reparto, incapace di fronteggiare in modo compatto l’avanzata degli ospiti.

[quote_right]Mediana gracile, il Prato ne approfitta[/quote_right]

Il centrocampo è di gran lunga il reparto peggiore di giornata: Orlandi sceglie la linea leggera, schierando tre elementi in grado di alzare il tasso tecnico, almeno sulla carta, ma incapaci di opporsi al contrasto dell’avversario. La gestione della sfera rimane arenata a gran distanza dall’area del Prato, con Legras costantemente fuori dalla manovra. In fase di non possesso, il Barletta non vince nemmeno un contrasto: Cane e D’Errico, esterni e unici sopra la sufficienza, sono costretti a stringersi per vie centrali e dare maggior peso alla mediana. L’ingresso di Allegretti e il passaggio al 3-4-3 non cambia le carte in tavola e il risultato rimane inchiodato sul 2-0 ospite.

[quote_left]Attacco: solite pedine, soliti problemi[/quote_left]

Male anche l’attacco, ma ormai non fa più notizia: la scelta di confermare il tandem di Ascoli non premia il tecnico biancorosso. Cicerelli, nervoso per larghi tratti del match, finisce sotto la doccia per un doppio giallo al minuto 80, La Mantia sciupa svariate occasioni e coglie un palo a colpo sicuro. Perfino il tridente a partita in corso fa rimpiangere quell’ultimo giorno di mercato, quando Tatò e Martino provarono ad intervenire sul parco attaccanti e rimasero con un pugno di mosche.

Si apre l’ennesima settimana durante la quale sarà riflettere, condannare e cercare una difficile risalita con una squadra simile a quella dello scorso anno: i miracoli, però, avvengono raramente e mai a distanza così ravvicinata.

 

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