Dietro la partita: il post-Pisa

 

Dati alla mano, tre degli ultimi quattro anni del Barletta sono cominciati con una sconfitta. Eccezion fatta per la vittoria sul Frosinone di due anni fa, i biancorossi hanno perso con Lucchese, Catanzaro e Pisa. Con i nerazzurri è arrivato il ko interno per 1-0, un risultato che lancia ombre sulla mentalità dei ragazzi di Orlandi, fiacchi per larghi tratti del match.

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Una prestazione condizionata ancora dai carichi di lavoro e dalla condizione non ottimale degli esterni. Gara complessivamente blanda, da una parte e dall’altra, con gli uomini di Pagliari più cinici sotto rete ad inizio ripresa. Il gol di Martella, uno dei pochi lampi dei 90′, premia gli ospiti e non scuote i padroni di casa, sterili anche nel finale di partita e incapaci di reagire con veemenza al momento dello svantaggio.

[quote_left]Oltre duemila i presenti[/quote_left]

Orlandi si ritiene comunque soddisfatto dell’approccio del Barletta, ma non nasconde la voglia di completare la squadra con gli acquisti del pomeriggio. I biancorossi giocano maggiormente di rimessa, conquistando terreno a fasi alterne grazie ai calci piazzati da metà campo: le conclusioni faticano ad arrivare e i reparti calano alla distanza, favorendo la manovra del Pisa e il buon avvio di ripresa che stronca le velleità degli oltre 2000 del Puttilli.

Centrali appesantiti dai carichi – Il gol, definito un episodio da Camilleri, evidenzia ancora la pesantezza nelle gambe dei tre centrali. L’inserimento di Arma tra le linee e il posizionamento difficoltoso di Romeo favorisce il rimpallo sui piedi di Martella, che fredda Liverani in piena area. La retroguardia biancorossa soffre anche le verticalizzazioni per la punta pisana, che recupera sistematicamente i metri di svantaggio e costringe Di Bella a ripiegare sul lato opposto. Comunque pochi rischi per la linea difensiva, che paga l’unico episodio a cui non ha sopperito.

[quote_right]Esterni ad intermittenza, male la mediana[/quote_right]

Sotto la media il centrocampo. La luce di Allegretti non brilla per via della buona prova della mediana nerazzurra, ma soprattutto per la scarsa collaborazione con le mezzali. Prutsch fatica a reggere i ritmi del match, Mantovani fa la spola tra contenimento e manovra offensiva senza dettare i tempi, trovandosi spesso triplicato e senza supporto dei compagni. Sugli esterni pesa l’assenza di Pippa, con Cascione poco propositivo sulla sinistra. D’Errico parte in sordina, poi tenta qualche spunto nel finale grazie alle sovrapposizioni del nuovo entrato Cane. Le idee, però, scarseggiano e le azioni si perdono sulle linee laterali.

Attacco, la staffetta non funziona – Male il reparto avanzato: una performance insufficiente che accelera le pratiche per portare Viola a Barletta. Cicerelli e Picci non ricevono palloni per un tempo intero, ma da parte loro non c’è gamba e i reparti si spezzano ai 40 metri. L’attaccante barese sgomita con i centrali pisani, ma i risultati non premiano il tandem d’attacco. Il baby biancorosso sembra pimpante in avvio di partita, buona una prima collaborazione con D’Errico, poi cala vistosamente alla distanza. Nota stonata anche La Mantia, che entra a partita in corso e si divora due occasioni colossali nel finale.

Episodi sfavorevoli, ma anche poco mordente dopo il gol incassato. Domenica la prima trasferta al Del Duca di Ascoli, con Orlandi che dovrà lavorare sull’aspetto mentale. Sarà importante reggere i ritmi sulle fasce, arma che si è rivelata determinante nella scorsa primavera: il vero 3-5-2 del tecnico lombardo è ancora in fase embrionale.

 

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