Tatò: "ripartiamo dal finale di stagione"

La sbornia post festeggiamenti si consuma nella sala stampa del Puttilli, dove questa mattina alle 12.30 il presidente Roberto Tatò e il direttore sportivo Gabriele Martino hanno incontrato la stampa per un resoconto stagionale e per abbozzare le strategie per la prossima stagione. Tanti i giornalisti presenti ma folta anche la presenza dei calciatori protagonisti del felice finale di stagione. Queste le dichiarazioni che riportiamo integralmente:

Roberto Tatò ripercorre le tappe della stagione, demolendo del tutto l’operato dell’ex allenatore Raffaele Novelli: “C’è stata la volontà di andar via, per via dell’insensibilità delle istituzioni al nostro progetto. Poi mi sono convinto a proseguire e abbiamo, iniziando purtroppo con ritardo. Quando ho deciso di programmare l’anno calcistico  ho scelto una persona affidabile come Peppino Pavone, che partì con me carico di aspettative tuffandosi coraggiosamente in questo lavoro e commettendo degli sbagli. Il primo: l’allenatore dallo staff poco collaudato, era il primo anno che tutti lavoravano insieme, non avevano sintonia tra di loro. Elio Di Toro aveva smesso da poco, Fabbiano non aveva mai lavorato con Novelli. Fino a quando mi sono reso conto che la situazione non andava sono passate 6-7 settimane, con pochi punti e tanti dissidi interni. Per quanto riguarda Novelli non ho mai replicato alle sue interviste e lo faccio ora: per lui parlano i risultati, umanamente è il peggio che mi sia capitato in questi anni di gestione societaria. Ha spaccato lo staff, il personale medico, l’ufficio di segreteria, ha creato un clima di intimidazione interna alla società. L’ho richiamato dopo la drammatica sconfitta per 3-0 a Viareggio, in quel momento Pavone non voleva rientrare a Barletta e sono intervenuto io in prima persona per cercare di dirimere i conflitti che si erano creati. Dovevo assolutamente rimediare alla situazione chiamando un nuovo direttore sportivo. Conobbi Martino nel match contro il Benevento iniziando un discorso che tutt’ora non si è ancora concluso. Siamo già al lavoro per programmare il nostro futuro. Siamo a gennaio 2013 e debbo dire che il direttore personalmente ha dato disponibilità assoluta nei confronti di Novelli, io stesso mi sono speso per conciliare entrambe le posizioni. Novelli voleva essere il dominus della situazione, anche a livello di comunicazione, senza interfacciarsi con il resto dello staff. Il dissidio è durato un mese e mezzo, io personalmente volevo cambiare subito allenatore e il direttore mi ha trattenuto per un po’, perchè voleva convincere questo signore presuntuoso.”

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Prosegue poi: “nel dopo partita di Gubbio ho dovuto prendere l’iniziativa, c’era un clima di paura continua. Chiamando Orlandi e Mondilla (preparatore atletico ndr) sapevamo di fare affidamento su persone di fiducia del direttore Martino. Il risultato finale del resto è quello che conosciamo e a testimoniarlo ci sono i 13 punti totalizzati nel giro di 8 partite, con pochissimi gol subiti. I play-out poi sono stati giocati alla grandissima, sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista caratteriale. Martino ha sfoderato la sua professionalità nel dare serenità a tutti i reparti della società, in primis i calciatori e poi a cascata a tutto lo staff. Voglio ringraziare tutti i ragazzi e tutti coloro che hanno contribuito a giungere verso questo ottimo risultato”.

Sui dissidi con la carta stampata afferma: “tuttavia c’è una punta di amarezza in quello che dico. Sono stato ingiustamente attaccato da certa stampa. Non ci si può scagliare dal punto di vista personale contro una persona, ci sono state offese che rasentavano la querela ma mi sono risparmiato. Non è così che si fa giornalismo locale, bisogna supportare una società quando si trova in momenti di difficoltà. Tutti sbagliano, anche i dirigenti più bravi e io non credo di essermi meritato tutto questo. Però oggi voglio voltare pagina, non mi interessa l’acredine personale”.

È quindi la volta del direttore sportivo Gabriele Martino: “il 5 marzo scorso dissi a qualche vostra sollecitazione che avrei parlato solo alla fine del campionato. Ho mantenuto l’impegno e oggi eccomi qui. Noi uomini di sport abbiamo delle regole non scritte da rispettare, una di queste dice che bisogna dividere le vittorie e saper tenere in solitudine le proprie sconfitte. Questo significa avere stile e spessore umano. L’allenatore che ha preceduto Orlandi non ha avuto nè uno e nè l’altra qualità umana. Mi definisco uno all’antica e pensiamo che le persone si debbano giudicare più quando partono che quando arrivano. Ecco perchè voglio tralasciare questa parentesi, come diceva il presidente da oggi pomeriggio abbiamo tante cose da fare. In questa sede però desidero esprimere la mia gratitudine verso i calciatori, che finalmente hanno regalato sorrisi alla tifoseria, dimostrando impegno e totale dedizione alla causa, rendendo possibile un premio che era follia insperata.Il presidente e la tifoseria sono quelli che ci hanno sempre creduto. I tifosi soprattutto, hanno dato una qualità di sostegno impareggiabile. Senza di loro non sarebbe stato possibile raggiungere questo risultato. Consentitemi di ringraziare anche mister Orlandi, al prof. Mondilla e Nicola Di Leo che si è sentito gravato da un impegno maggiore rispetto a quello che rivestiva precedentemente. Per non parlare del medico e dello staff sanitario e para-sanitario. Poco appariscenti ma, credetemi, fondamentali per raggiungere tale obiettivo. È anche verso i giornalisti che rivolgo la mia gratitudine, la vostra critica per me è stata stimolante. Quando sentivo di esser pizzicato aumentava in me la voglia di dare più del massimo”.

Sul futuro societario il presidente risponde alle prime domande della stampa. Sulla figura del prossimo direttore generale: Martino ha già fatto in questi mesi il DG. Il futuro del nostro club vedrà partorire le prime scelte subito. Credo che andremo su una prosecuzione dell’ottimo lavoro svolto in questo finale di stagione. non sono escluse opzioni, il nuovo regolamento non prevede retrocessioni e quindi non prevede agitazioni di sorta. Certamente la presenza di Martino non sarà  estemporanea, sto per prolungare il contratto che lega il direttore al club e vi posso assicurare che verranno cose dignitosissime. Sulle penalizzazioni inflitte all’Andria? La mia opinione ce l’ho e me la tengo per me. Parlare oggi è facile. Durante e prima dei play-out, a sentenze già diramate, ho preferito tacere per non agitare l’ambiente. C’era in ballo la salvezza”.

Sul fronte organizzativo Tatò annuncia un rafforzamento dell’organigramma: “si lavorerà anche sull’immagine del club. Abbiamo in mente delle soluzioni di interventi nelle scuole medie, ci manca una generazione di tifosi perchè il calcio ha latitato per 18 anni in città. Aggiunge il direttore sportivo “per l’area tecnica c’è molto da potenziare, in tutti i comparti ci vuole professionalità e questa è una delle caratteristiche che dovrà avere il Barletta del futuro per ottimizzare il lavoro”.

Questione stadio:siamo in regime di sfratto ma sono convinto che il prossimo inquilino del palazzo di città sicuramente non potrà rimanere insensibile alla questione. C’è la volontà di portare a termine il potenziamento del Puttilli anche in virtù dei soldi stanziati per il patto di stabilità. Deve essere ripresa la gara già avviata durante l’amministrazione Maffei. Questo è lo stato dell’arte e ci faremo carico di rapportarci alla nuova amministrazione perchè si tratta di un punto molto importante per il futuro del Barletta”.

Sul settore giovanile prende la parola Martino: “la crescita di una società di calcio parte dalle fondamenta e quindi non si può non pensare ad un vivaio forte,  da strutturare però in modo diverso da quanto fatto in questi anni. Avvicinare giovani della Berretti alla prima squadra non dipende dalle mancate retrocessioni. Sarà soltanto perchè noi crediamo in loro. Cicerelli deve essere l’icona di questa società. Fa parte di quel rafforzamento dell’area tecnica di cui si parlava prima. Per Cicerelli ci sono delle richieste che fanno pensare a qualche avances da società di categoria superiore. Ma noi vogliamo che Emanuele rappresenti l’icona del Barletta. Il ragazzo ha molta qualità, contiamo su di lui per la prossima stagione”.

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