L'angolo di Lelio – XII puntata

 

PARENTI SERPENTI

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Termina con uno 0-0 la regular season del Barletta: partita tutt’altro che entusiasmante, quella di Benevento, contro una squadra priva di stimoli. L’unica emozione è stata quella di rivedere due ex come Mengoni e Rajcic, che ben fecero in biancorosso.

Il nostro obiettivo era quello di preservare i diffidati ed evitare inutili infortuni. Compito portato a termine, adesso è il momento dell’arduo e impegnativo spareggio contro una squadra di carattere, l’Andria di Cosco. Guai a sottovalutare i giocatori, che non si sono fatti condizionare dalle problematiche societarie.

Da una parte il clima da mors tua, vita mea sul terreno di gioco, dall’altra il gemellaggio tra le tifoserie. Preferisco considerare il tifoso andriese come un rivale, vista l’occasione da dentro o fuori. Difficile poter pensare ad un clima di festa in 180′ di grande passione e brividi dell’eliminazione diretta.

Con l’Andria ci si gioca la permanenza nella categoria, ne rimarrà soltanto una ed entrambe faranno di tutto per sopraffare l’avversario. Con il Catanzaro siamo riusciti a conquistare a braccetto il punto più alto della nostra storia, quella Serie B che abbiamo sognato anche durante la scorsa stagione. Sarà un caso, oppure no?

Anche nell’animo del tifoso biancorosso o biancazzurro, quello più amichevole, c’è quella piccola voglia di fare uno sgambetto ai vicini di casa. E’ questa riflessione a portarmi verso un unico obiettivo: pensare solo al Barletta.

E’ retrocessa la Carrarese di Buffon, ha rischiato l’ultimo posto anche il Sorrento. Se quel fanalino di coda fosse stato a tinte biancazzurre, non avrei avvertito nessuna differenza. Così come non mi tange la situazione societaria, è consigliabile guardare sempre e solo in casa propria.

Detto ciò, da un punto di vista tecnico-tattico l’Andria ha un’ottima rosa, ben schierata in campo da un tecnico preparato come Cosco. Considerate le caratteristiche dei calciatori biancazzurri, avrebbe potuto tranquillamente occupare la metà della classifica, visto l’organico non inferiore a squadre in lotta per un posto ai playoff.

In virtù della peggiore posizione in classifica e degli scontri diretti in campionato, dove abbiamo perso e pareggiato, siamo sfavoriti. Preferisco partire sfavorito, almeno la squadra avrà chiaro sin dal principio che, per ottenere la salvezza, occorre vincere. Se dovesse andar male, e qui bisogna toccare ferro e amuleti vari, sarò sempre fiero ed orgoglioso di tifare Barletta.

La mia passione, come la vostra, non conosce categoria. Lo abbiamo dimostrato. Che la storia sia con noi.

Ah, dimenticavo. Se esiste una giustizia divina, mi auguro si avvalga di parametri diversi da quelli della giustizia sportiva.

Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato“. Che ci posso fare se preferisco la coerenza tra ciò che penso e ciò che dico?!

Forza Barletta, sempre!

Lelio Della Duchessa

 

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