L'angolo di Lelio – VII puntata

UN TEMPO PICCOLO

Mentre il Barletta, per l’ennesima domenica “dipingeva la propria anima su tela anonima”, regalandoci l’ennesima delusione, io per dimenticare, “mescolavo vodka con acqua tonica”.

 

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Ero davvero disperato quand, da Sorrento, l’audace Favasuli regalava a me e ai tanti tifosi barlettani, la speranza di poter ancora agguantare i play-out. Se Carrarese e Sorrento, avendo a disposizione rose migliori della nostra, decidessero di continuare a fare i kamikaze suicidandosi in ogni partita, avremmo qualche chance.

Il Barletta non è proprio capace di far leva sulle proprie forze. Appaiono veritiere le voci che danno La Mantia rapito dagli alieni. Ogni domenica Orlandi schiera un suo sosia, che  continua a prendersi gioco delle coronarie del popolo biancorosso. Questo sosia non ha compreso che non bisogna solo colpire la palla, ma anche fare gol.

Dopo l’errore titanico rimediato contro il Sorrento, l’attaccante, di proprietà del Frosinone, ha clamorosamente fallito una ghiotta occasione anche contro la Paganese. Tutto ciò mi rattrista molto anche perché in La Mantia noto importanti doti fisiche e tecniche. Forse gli manca quel pizzico di cattiveria per diventare un cobra d’area di rigore.

Ad oggi più che un cobra, sembra una biscia. Innocuo!

Sia lui, che Barbuti, dovrebbero chiedere in giro chi erano Ciccio Pascazio e Gaetano Romano e, magari, visionare qualche loro dvd. Gente che sapeva metterla dentro.
E mi perdoni Gioacchino Prisciandaro, se non lo annovero tra gli immortali, ma lui, che sarebbe diventato il più grande tra i grandi, ha lasciato Barletta per Brindisi rinunciando alla terra promessa. Ancora oggi, dopo quasi sette anni, non riesco a mandar giù il suo “tradimento”.

In occasione del gol della Paganese, Burzigotti anziché interpretare “MoonWalk” di Michael Jackson avrebbe dovuto indietreggiare più velocemente senza perdersi Caturano.

Liverani ha le sue colpe, poiché il tiro del bomber campano non sembrava irresistibile e lui ha dimostrato di non avere la reattività di Ed Warner.

Magari, a molti degli attuali calciatori non interessa lottare fino alla fine perché, tanto, torneranno alla loro società di appartenenza e Barletta  rappresenterà solo un banale percorso di crescita.

Non è così che si diventa grandi.

L’unica cosa che in voi crescerà, sarà il rammarico per come avrete vissuto questa esperienza, per come l’avrete gettata via. E non dite che ce la state mettendo tutta.
Se per voi “mettercela tutta” significa giocare come state facendo, allora il calcio non fa per voi.

Datevi ad altro.

Contro il Prato bisognerà vincere. E basta con le umiliazioni, Barletta non le merita.

Non abbiamo a disposizione l’eternità ma un tempo piccolo.

Ho bisogno di rilassarmi. Dovrei avere un vinile di Califano.
Eccolo lì, vicino alla maglia biancorossa regalatami da Mangiapane, uno che la terra promessa  l’ha conquistata lasciando Brindisi per Barletta.

Forza Barletta, sempre!
Tutto il resto è noia.
Ciao Califfo, ci mancherai.
Lelio Della Duchessa

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