Dietro la partita: il post-Pagani

 

Avere 17 punti e condividere l’ultimo posto in classifica con Sorrento e Carrarese, a -12 dal quartultimo posto e con quattro turni da giocare, la dice lunga sul divario tecnico in chiave playout. Un discorso che, allo stato attuale, il Barletta deve rapidamente accantonare: adesso serve solo evitare l’ultimo posto. Per farlo, è necessario non giocare come a Pagani.

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[quote_left]Liverani battuto dopo 320 minuti[/quote_left]

Al Marcello Torre, la Paganese batte i biancorossi con meno del minimo sforzo. Una rete in apertura della gara, una traversa nella ripresa e un brivido nel finale riassumono abbondantemente l’andamento della partita. Quarta partita di fila senza reti segnate, un dato che ormai caratterizza la gestione Orlandi, mentre cade l’imbattibilità di Liverani, che durava dal match contro il Frosinone.

Il tecnico lombardo è al centro delle critiche postpartita: il 3-5-2 di partenza presenta uomini intimoriti al cospetto di un avversario che sa di giocare con i favori del pronostico, ma non viene colpito dall’ansia di vincere. I giocatori in campo, dopo aver incassato la rete di Caturano, non mostrano segnali di reazione e accettano passivamente il parziale. L’unica azione ospite degna di nota, infatti, càpita soltanto al 90′ sui piedi di La Mantia, che spreca a ridosso dell’area piccola e allunga il suo mesto digiuno di gol.

[quote_right]Le scelte, i cambi e gli errori[/quote_right]

Crollano in blocco anche le certezze difensive: nonostante le poche occasioni concesse, la retroguardia non riesce ad arginare Girardi. La rete dimostra la lentezza in occasione di marcatura e tempismo del contrasto, Caturano elude facilmente Burzigotti nell’uno contro uno e batte un non impeccabile Liverani. I campani non hanno interesse a spingere sull’acceleratore, ma spesso mettono in difficoltà il Barletta con azioni di contropiede.

Basta poco per avviare le ripartenze, il centrocampo biancorosso fatica a reggere i ritmi imposti dai tre della mediana e dagli esterni avversari. Pesano le scelte di inizio partita: Orlandi lancia un timido Meucci al fianco di Allegretti, Dezi si perde dopo un paio di dribbling per vie centrali e Cicerelli dimostra di essere ancora acerbo per essere schierato dall’inizio. La Mantia, infine, viene cercato raramente e sbaglia una serie interminabile di movimenti in profondità.

I cambi non sortiscono l’effetto sperato: Simoncelli prende il posto di Cicerelli all’intervallo, poi Carretta e Calapai per Meucci e Pippa si rivelano mosse tardive. Il tentativo finale, per quanto clamoroso, non fa emergere la cattiveria di una squadra che dovrebbe scendere in campo con ben diverse ambizioni.

[quote_left]Domenica decisiva[/quote_left]

Con una Paganese che fa poco per mettere in ghiaccio il risultato e un Barletta che fa ancora meno per metterlo in discussione, si pensa già a domenica prossima: Barletta in casa col Prato, Sorrento a Perugia e Carrarese a Catanzaro. A 360′ dal termine della stagione regolare, ogni punto diventa fondamentale. Farne tre con i toscani sembra pura utopia, ma i biancorossi hanno il dovere di portare a termine una stagione estremamente negativa e ancora in bilico.

 

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