L'angolo di Lelio – V puntata

È NOTTE FONDA

Il Barletta non sa proprio vincere.

di Lelio Della Duchessa

Quando La Mantia ha sbagliato un gol, mandando fuori un pallone che, sarebbe entrato in rete con uno starnuto, ho pensato di essere su “Scherzi a parte”. Un gol che avrebbe tranquillamente realizzato anche Joaquìn Cortès, di professione, ballerino.

Il nostro allenatore Orlandi, ha lavorato benissimo sull’aspetto psicologico, rendendo la squadra più sicura dei propri mezzi, ma sui fondamentali non può fare nulla. Tre vittorie quest’anno che hanno una spiegazione, seppur ai limiti del surreale.

In quel di Sorrento, il buon Eolo, dio del vento e della brezza del mare, travestendosi da tifoso del Barletta e prendendo a cuore le sorti biancorosse, è intervenuto sull’inutile ed inoffensivo tiro di Calapai, dandogli una traiettoria che neanche i radar della NASA avrebbero potuto prevedere. Prima vittoria, ironia della sorte, proprio lì  dove il mare luccica.

A Perugia, città che ha visto gente come Renato Curi e Paolo Rossi, senza dimenticare i più recenti Fabinho e Politano, il buon Meduri, posseduto da un joypad, si è inventato una prodezza degna di PES,  mentre in casa contro il Pisa, Dezi, sfruttando una serie di rimpalli degni dei flipper degli anni 80 ci regalava la prima e finora unica vittoria casalinga.

E poi? Tante vittorie sfumate, tanti gol falliti perchè si sbagliano i fondamentali. Il Sorrento ha disputato la sua onesta gara, mettendo in difficoltà in qualche occasione la nostra retroguardia. Domenica scorsa Barbuti sembrava “Capuccetto Rosso”perso nel bosco tra i “lupi cattivi”della retroguardia sorrentina.

Qualcuno dovrebbe spiegargli che, quello non è il bosco, ma una zona del campo che si chiama area di rigore,  e che i lupi cattivi non esistono. Quegli strani esseri, sono i difensori avversari e soprattutto, lui non è Capuccetto Rosso, ma  uno dei pochi attaccanti e gli attaccanti solitamente fanno gol.

Solitamente…

La “Via Emilia”non è la Puglia e Sassuolo, per quanto importante sia, non è piazza calda come Barletta. Il ragazzo potrebbe maturare e diventare un ottimo attaccante ma, al momento, è un corpo estraneo alla squadra. La Mantia nonostante la clamorosa occasione da gol fallita, si è fatto preferire per la volontà e senso della posizione.

E Calapai?

Lontano parente del terzino tuttofare di inizio stagione, sulla fascia spinge molto meno di una pedina di Subbuteo. A Pagani, non si può sbagliare. L’ultimo posto è vicino e raggiungere l’Inferno è  più facile che entrare in Paradiso.

E’ notte fonda per il Barletta, che per salvarsi dovrà compiere un miracolo. E’ notte fonda per i tifosi che non si meritano certe umiliazioni e quasi ogni domenica devono ingoiare bocconi amari. E’ notte fonda, ma un barlume di luce continua a brillare nel cielo e ad illuminare la via da seguire.

Ora ho capito, è Pietro Mennea, la cui stella mai smetterà di brillare.

Onore a te, grande Pietro.

Forza Barletta, sempre!

 

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