Derby, le pagelle dei biancorossi

 

Più fisico che tecnica, spazio a lanci che sbrogliano la matassa e pochi sprazzi di gioco palla a terra. E’ questa l’istantanea di un derby opaco, dominato dalla pressione per la posta in palio troppo alta. Le pagelle dei biancorossi, nonostante la miglior figura rispetto agli avversari, risentono dei fattori appena citati.

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Liverani 6: ordinaria amministrazione per il portiere biancorosso, che vuole ribadire con forza l’assoluta casualità degli errori contro Carrarese e Avellino. Buona la lettura nelle uscite e la direzione della difesa. L’Andria fa davvero poco per metterlo in difficoltà, ma nell’unica occasione di pericolo, deve ringraziare il montante.

Burzigotti 6: prova sufficiente per il centrale, che si rivela ancora una volta roccioso nei contrasti aerei. Con l’amministrazione del possesso ha qualche problema, si libera del pallone senza badare al sottile, ma le circostanze del match impongono un atteggiamento del genere. Sfortunato quando si avventura in area avversaria, stoppato a pochi passi dal gol nei minuti finali.

Camilleri 6,5: dopo lo scetticismo dilagante al suo arrivo, ecco le smentite alle critiche di febbraio: il difensore siciliano guida la retroguardia biancorossa senza concedere spazio agli attaccanti andriesi. Messo alle strette Maccan, costretto al compitino Innocenti: prova di sostanza che lo catapulta tra gli inamovibili.

Di Bella 6: si conferma al pari dei due compagni di reparto. Il suo agonismo si notava già dagli allenamenti settimanali e Orlandi ha deciso di premiarlo. Scelta positiva, molti interventi decisi, in particolar modo su Giorgino, costretto ad abbandonare la contesa. Cala nel finale, quando accusa un risentimento all’adduttore, suo cruccio di stagione.

Prutsch 6,5: continua la crescita del centrocampista austriaco, che si disimpegna egregiamente contro Giorgino e Branzani. Preziosa spalla della cabina di regia, sforna anche un assist al bacio per Simoncelli, ma l’attaccante si divora il vantaggio a tu per tu con Rossi.

Allegretti 6,5: il faro della squadra. Dal suo destro partono le azioni più pericolose del Barletta. In un match così bloccato, è confortante poter contare su un giocatore tanto abile sui calci piazzati. Ingaggia un duello con il portiere avversario, ma si cimenta anche in traversoni invitanti.

Molina 6: nella ritrovata veste di esterno destro nel 3-5-2, mette spesso in difficoltà Malerba nell’uno contro uno. Ottimi gli inserimenti per vie centrali e le triangolazioni nello stretto, ma si lascia sfuggire più volte Taormina e perde un pallone da brividi a 30 metri dalla porta di Liverani.

Pippa 5,5: in ombra l’altro esterno. La propensione più difensiva lo rende timoroso in fase di costruzione: pochi cross, poca spinta sulla sinistra. E le sortite di D’Errico rappresentano uno spauracchio non indifferente: l’esterno andriese lascia spesso sul posto quello barlettano, ma i ripiegamenti dei centrali sbrogliano situazioni pericolose. Dal 71′ Calapai 6: Orlandi lo manda in campo per sopperire alle folate del dirimpettaio, mantiene la posizione e si limita alla fase difensiva.

Dezi 5: la prima delle due note stonate. Abbandonata la collocazione da fantasista, gli viene chiesto di giocare ripetutamente il pallone lontano dalla porta, non per questo allontanandosi dalle punte. Appare spaesato, non riesce a bilanciare i reparti e la squadra ne risente, tanto da affidarsi a lanci di 40 metri per il centravanti.

Simoncelli 6: il ritorno in campo è stato un toccasana già contro il Frosinone, ma l’esterno romagnolo, adattato a seconda punta, mantiene il suo atteggiamento combattivo. Sgomita con i difensori e si inserisce con regolarità, ma quel pallone a tu per tu col portiere va messo nel sacco. L’errore sotto porta gli vale un ridimensionamento del voto. Dal 79′ Cicerelli sv: l’esordio è già tanto per il gioiellino della Berretti, se avesse anche inciso sulla gara sarebbe stato l’inizio di una grande favola.

Barbuti 5: il secondo flop. La consistenza fisica dell’attaccante scuola Sassuolo non gli permette di combattere adeguatamente con Migliaccio e Zaffagnini: solo qualche sponda isolata e un tiro da 20 metri, nulla più. Il problema del reparto offensivo si fa sempre più assillante.

Orlandi 6: sta facendo il massimo in fase difensiva, rimettendo in carreggiata un reparto allo sbando dopo le quattro sconfitte consecutive. In attacco è difficile fare meglio, l’assenza di un bomber di razza si fa sentire.

 

 

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