Dietro la partita: il post-Sorrento

 

L’ha detto anche Orlandi: non un passo indietro, ma due. La conferma del flop arriva dal tecnico biancorosso, che in sala stampa ammette l’involuzione rispetto alle prestazioni positive contro Frosinone e Andria. Occasione sprecata, dunque, contro il Sorrento: adesso tre squadre in due punti per evitare l’ultimo posto, con la sosta pasquale e l’ultimo mese di campionato alle porte.

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[quote_left]Il complesso dell’attacco[/quote_left]

Il rammarico aumenta leggendo le formazioni: gli ospiti si presentano a Barletta con la coppia centrale formata da un ’92 e un ’94, gli unici in grado di sopperire alle assenze di Nocentini e Di Nunzio. Nonostante ciò, il reparto avanzato barlettano conferma la sua inconsistenza anche con l’innesto di La Mantia nella ripresa, assente dalla partita contro il Gubbio. Barbuti regge poco più di un tempo, costantemente braccato dalla difesa costiera e mai capace di smarcarsi per ricevere il passaggio.

[quote_right]Flop esterni e mediana[/quote_right]

Partita generalmente confusionaria per via del forte vento, ma tecnico e squadra non fanno nulla per migliorare la manovra in alcune zone di campo. Una breve fase iniziale che sembra dare conforto al pubblico di casa, poi un calo notevole soprattutto sugli esterni. Calapai e Molina entrano in campo con eccessiva timidezza, nessuno dei due riesce a far partire cross cattivi verso l’area avversaria, che ha vita facile anche in virtù delle lacune offensive.

A seguire, scende anche la mediana: Allegretti può poco senza l’assistenza dei compagni, i reparti lunghissimi non permettono di giostrare il pallone per vie centrali. Dal cerchio di centrocampo partono i problemi del Barletta: la manovra si arresta sui piedi di Burzigotti che avanza, gli attaccanti del Sorrento sono più lesti a recuperare palla e la mancanza di equilibrio fa sfumare la trama offensiva.

[quote_left]I cambi[/quote_left]

Le scelte di Orlandi, infine, coronano la giornata opaca. Nessuno dei tre cambi è azzeccato: la mediana sfilacciata ha reso problematica l’impostazione già nel primo tempo, ma la ripresa parte con gli stessi undici. L’avvicendamento La Mantia-Barbuti non porta gli effetti sperati, così come la carta Cicerelli, probabilmente estranea al 3-5-2 se schierata alle spalle del centravanti. Tempistica sbagliata per la sostituzione di Calapai: l’esterno scuola Catania, dopo un buon inizio, crolla senza attenuanti. Il nuovo entrato Pippa è l’unico a regalare un traversone interessante, sprecato clamorosamente da La Mantia, aumentando così i rimpianti per una mossa tardiva.

L’unica nota positiva è ancora una volta la difesa: gestione brillante della manovra avversaria, spicca Camilleri per l’eleganza del disimpegno, poi tanta legna nonostante gli ostacoli del vento. Ai playout, però, con due 0-0 si va in Seconda Divisione e vista la partecipazione ancora in bilico, bisogna concentrarsi sull’atavico problema dell’attacco. La sosta di domenica prossima servirà a dare le ultime indicazioni prima del rush finale, con l’obiettivo di non terminare il campionato a Benevento.

 

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