Dietro la partita: il post-Frosinone

 

Dopo oltre 40 giorni senza punti, il Barletta torna a muovere la classifica grazie al pareggio interno contro il quotato Frosinone. Esordio per il nuovo tecnico biancorosso, Nevio Orlandi, il terzo stagionale dopo i due cicli di Novelli e quello di Stringara.

Novità tattiche di rilievo tra l’allenatore salernitano, appena esonerato, e il nuovo arrivato. Dal gioco votato all’attacco con un 4-3-3 di partenza, i biancorossi sono passati ad un compatto 3-4-1-2 che ha irrobustito la traballante fase difensiva, ma dall’altra parte ha evidenziato in maniera ancor più marcata le lacune offensive della squadra e la scarsa vena realizzativa dei singoli. Contro i canarini, infatti, il Barletta ha costruito una manovra meno cervellotica e più concreta in fase di impostazione, ma ha tirato poche volte nello specchio, rispetto alle conclusioni andate in scena nel vecchio corso.

[quote_left]Allegretti più libero dalle marcature[/quote_left]

Il nuovo modulo e la posizione di Allegretti hanno portato a numerosi benefici nella costruzione della trama: con un interditore di sostanza come Prutsch e un collante con il reparto avanzato come Dezi, il regista biancorosso ha gestito il possesso senza l’affanno della marcatura avversaria. Nelle scorse uscite, la scarsa incisività di Piccinni e Meduri conferiva maggiore forza fisica ai mediani avversari, costringendo il capitano del Barletta a giocare più imbrigliato nella manovra, cosa che non è avvenuta con il nuovo schieramento. Inoltre, la spinta di Pippa e Molina, seppur timida, ha impensierito mediana e retroguardia dei laziali.

[quote_right]Liverani determinante, la difesa acquisisce certezze[/quote_right]

Difesa e attacco sono stati due volti della stessa medaglia. La linea composta da Camilleri, Romeo e Burzigotti non ha sbagliato un colpo e Liverani si è esibito in due interventi da gran portiere che hanno contribuito ad aumentare la sicurezza dell’intero reparto. I tre del pacchetto arretrato si sono disimpegnati con eleganza, mostrando anche qualità nel portar palla sulla breve distanza. Non sono mancati gli interventi duri, come quello di Burzigotti su Frabotta, necessari per marcare il territorio contro attaccanti del calibro di Santoruvo, Ganci e Aurelio.

[quote_left]Attacco, problema irrisolto[/quote_left]

Dall’altra parte, la coppia la coppia d’attacco si è rivelata evanescente e il supporto di Dezi, limitato alla prima frazione, non ha dato la profondità richiesta da Orlandi. Simoncelli e Barbuti hanno sofferto a causa delle proprie caratteristiche: l’esterno romagnolo ha attaccato lo spazio con regolarità e ha lottato con la retroguardia ciociara, dimostrando di avere grande voglia dopo mesi di controversie tecniche. La punta ex Sassuolo ha sofferto la tendenza ad allargarsi per via del suo naturale posizionamento sull’esterno. Partendo a 30 metri dalla porta, poi, non è stato in grado di farsi trovare pronto a centro area.

Nel complesso, il Barletta pare aver trovato una bozza di quadratura del cerchio a metà marzo. Rimane il problema legato al reparto avanzato, che continuerà fino al rientro di La Mantia contro il Sorrento, ma soprattutto fino al tesseramento di Schulmeister. La strada per la salvezza è ancora lunga e passa dal derby di domenica.

 

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