Dietro la partita: il post-Andria

 

I derby tra Andria e Barletta si ricordano tradizionalmente per l’agonismo e la fisicità dei 90′, molto più raramente per il gioco espresso. Quello di ieri rientra nella maggioranza delle sfide tra biancorossi e biancazzurri: ha prevalso la voglia di non perdere, viste le precarie condizioni di classifica delle due squadre.

[quote_left]I moduli di partenza[/quote_left]

Le caratteristiche delle due squadre, d’altronde, facevano presagire un risultato poco emozionante: da una parte il 4-4-2 dei padroni di casa, abituati ad un gioco di rimessa grazie alla spinta degli esterni di centrocampo, dall’altra il 3-5-2 di Nevio Orlandi, che pare aver trovato la quadratura del reparto difensivo, peccando però di scarsa concretezza sotto la porta avversaria. Per i biancazzurri pesa anche l’assenza del tecnico Vincenzo Cosco, leader capace di rivoltare psicologicamente una squadra spesso sofferente.

[quote_right]Tanti lanci, poche azioni palla a terra[/quote_right]

E proprio il gioco remissivo dell’Andria permette al Barletta di macinare gioco con relativa tranquillità. Entrambi gli schieramenti si affidano in maniera maniacale al lancio lungo, evitando le strette marcature del centrocampo e un lungo possesso della sfera. Le trame di gioco, dunque, si rivelano parecchio spezzettate e i calci piazzati diventano l’unica opportunità per creare pericoli nelle aree opposte. I biancorossi, su questo fronte, sono favoriti: il destro di Allegretti è la fonte, ma Barbuti incarna la mancata finalizzazione.

[quote_left]Le occasioni[/quote_left]

Il pericolo maggiore per gli uomini di Gioffrè arrivano dalla manovra che non ti aspetti: difesa di casa sbilanciata, Prutsch imbecca Simoncelli che calcia sul volto di Rossi a tu per tu col portiere. Evitato il peggio, nella ripresa l’Andria prova ad affacciarsi nella metà campo barlettana, sempre con lo stesso sistema di gioco: ha vita facile D’Errico, che affonda con regolarità sulla corsia presidiata da Pippa. Da una delle incursioni dell’esterno destro, arriva la seconda palla gol della partita: un cross dal fondo diventa propizio per l’accorrente Taormina, che indisturbato stampa il pallone sulla traversa da posizione favorevole.

Il Barletta prende le misure dopo aver scampato il pericolo, ma entrambe le compagini si accontentano del pareggio dopo 90′ di battaglia. Finale di marca ospite, i biancorossi conquistano due corner su cui l’Andria si salva in affanno e recriminano per un fallo di mano su stacco di Burzigotti, poi i numerosi rinvii dei portieri che certificano le intenzioni dei 22 in campo. Pareggio tutto sommato giusto, anche se, ai punti, i ragazzi di Orlandi avrebbero meritato qualcosa in più. Domenica altre due sfide salvezza: il Barletta attende il Sorrento per staccare proprio i costieri, biancazzurri ancora in casa contro il Viareggio, che occupa l’ultimo posto utile per la salvezza diretta.

 

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