Sorrento, marzo senza punti

 

Tra meno di 48 ore, il Barletta tornerà al Puttilli per affrontare l’ennesimo spareggio salvezza del 2013. Domenica i biancorossi ospitano il Sorrento, appaiato a quota 16 punti da domenica scorsa, in seguito al pareggio nel derby di Andria ed alla sconfitta dei rossoneri contro l’Avellino capolista.

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[quote_left]Vincere per staccare il Sorrento[/quote_left]

La cura di Nevio Orlandi ha portato nel carniere barlettano solo due punti, zero gol fatti, ma anche zero subìti: la difesa continua a ricompattarsi, mentre l’attacco latita. Contro i costieri è vietato sbagliare per due motivi fondamentali: il primo, legato strettamente alla classifica, che darebbe per certa la partecipazione agli spareggi playout, a discapito di una disperata Carrarese; il secondo è legato al momentaccio dell’avversario, reduce da tre sconfitte consecutive contro Benevento, Viareggio e Avellino.

[quote_right]Tre squalificati, ma attacco da tener d’occhio[/quote_right]

A disposizione del tecnico Aldo Papagni non ci saranno tre elementi di assoluto spessore, forse gli unici in grado di cambiare davvero il passo del Sorrento: la coppia centrale formata da Nocentini e Di Nunzio è interamente squalificata, così come l’ex Lecce Axel Konan. Occhio, in ogni caso, a Corsetti e Musetti, col secondo vero amuleto del 2013: due gol messi a segno per lui, 6 punti per i campani contro Gubbio e Prato, entrambe in trasferta.

Il rendimento esterno dei rossoneri rimane comunque il penultimo del girone, frutto di due vittorie esterne e ben dieci sconfitte. Solo la Carrarese ha fatto peggio, conquistando solo due pareggi lontano dalle mura amiche, contro Barletta e Andria. La sfida tra Barletta e Sorrento rievoca bei ricordi per i biancorossi, vittoriosi già all’andata per 2-1, ma soprattutto nella stagione 1986-1987: vittoria per 2-1 a Barletta, storico 1-0 allo stadio Italia, che valse la promozione in Serie B.

Tanti anni sono passati, tanti obiettivi sono cambiati: le due squadre sono chiamate a sgomitare per un piazzamento playout, provando a dimenticare lo spauracchio dell’ultima posizione. Chi vince può dirsi probabilmente fuori dalla portata del fanalino di coda, chi perde rischia di dover lottare per la penultima piazza fino a fine stagione.

 

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