Camilleri: "Siamo ancora vivi"

In un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica “Palla al Centro” su Radio Zeroassoluto.biz  Vincenzo Camilleri, neo acquisto biancorosso, ha rilasciato dichiarazioni relative sia al suo esordio con la maglia del Barletta Calcio che riguardo la sua carriera. Di seguito riportiamo quanto dichiarato:

 

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Ciao Vincenzo, ottima la tua prestazione ieri nonostante l’amaro risultato finale per il Barletta. La tua prestazione positiva è ancor più da sottolineare perchè quest’anno non hai avuto modo di confrontarti con i tuoi compagni del Cagliari in partita.

Si, nonostante la sconfitta, per la quale sono rammaricato come tutti i miei compagni, personalmente posso dire di aver sfornato una bella prestazione anche valutando che erano ben otto i mesi che non disputavo una partita ufficiale. Nonostante il mio stop prolungato, dovuto a questioni di cui preferirei non parlare, mi sono allenato seriamente in quanto ritengo di essere un professionista serio. Relativamente alla prestazione del collettivo posso dire che meritavamo di chiudere il primo tempo sul 2-0 o perfino 3-0 viste le opportunità, se fossero entrati quei gol staremmo parlando di un’altra partita.

 

è sembrato che gli episodi abbiano dirottato la partita a favore del Latina. Si può dire che il Barletta è stato punito dagli episodi. Sul campo non si è visto tutto il divario che c’è in classifica?

Questa è una squadra viva che può riuscire a mettere in difficoltà avversarie anche di alto calibro. Anche con l’Avellino l’abbiamo dimostrato. In casa del Latina abbiamo creato almeno tre nitide occasioni da gol e con certe squadre se non sfrutti le occasioni che ti concedono ti puniscono. Con le squadre alla nostra altezza in classifica possiamo, anzi dobbiamo fare punti perchè ce la possiamo fare a partire da domenica prossima.

 

Juventus, Chelsea, Cagliari. Quest’estate eri considerato l’erede di Canini, queste dichiarazioni ti hanno caricato di responsabilità? Una carriera di repentini salti e discese di categoria, quanto Barletta può essere importante per te?

Ero considerato prima l’erede di Bonucci, poi l’erede di Canini, quindi ritengo sia meglio non parlare di queste definizioni. In fin dei conti non mi hanno caricato di responsabilità ma nei casi specifici ho vissuto situazioni particolari che non penso sia il caso di spiegare. Sono abituato a pensare al presente e il presente ha i colori biancorossi, sono qui a Barletta per far bene e salvare la squadra. Appena il Presidente e il D.S. me ne hanno parlato non ho esitato un istante. Io so di servire al Barletta e so anche che Barletta può servire a me come calciatore.

 

 

 

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