Una squadra spuntata

La mediocrità della stagione biancorossa è tutta nei numeri di una squadra che non riesce ad esprimere il proprio potenziale in tutti i reparti e che paga tremendamente un deficit caratteriale ben evidente in ogni sconfitta rimediata nel corso degli ultimi 6 mesi.

Ma l’handicap più grosso che il Barletta sta pagando pesantemente nell’economia di una classifica oltremodo deficitaria è rappresentato dalla sterilità offensiva. Una squadra costruita in estate con prospettive di gioco spumeggiante e palla a terra, si ritrova oggi con il penultimo attacco con all’attivo solo diciassette gol segnati e una quantità siderale di occasioni da rete sciupate.

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Abbastanza emblematico il caso di ieri pomeriggio a Latina, con un Barletta in palla nei primi quarantacinque minuti e capace di ritagliarsi ben quattro nitide palle gol. Tutte sciaguratamente buttate al vento per imprecisione e scarsa freddezza dei suoi interpreti offensivi.

Difficile giungere alla conclusione che si tratti solo di una questione di modulo, specie quando l’intero peso dell’attacco grava sulle spalle di due giovani di belle speranze come Barbuti e La Mantia. Giocatori peraltro giunti a Barletta senza i curricula da bomber di razza e che di certo non stanno modificando il leit motiv fatto di tanto movimento e pochi gol, che già appariva chiaro dalle prime giornate di campionato.

Basti considerare ce entrambe le punte biancorosse in totale hanno collezionato la miseria di quattro gol in due e che scontano tutt’oggi un lunghissimo digiuno dal gol: se infatti per La Mantia l’ultima gioia risale alla trasferta di Frosinone dello scorso Novembre, per Barbuti l’astinenza da gol si protrae dal primo match di campionato contro il Catanzaro.

Statistiche impietose, che non vengono neanche rese meno amare dal contributo degli altri interpreti dell’attacco come gli esterni offensivi: Carretta e Molina rimangono infatti fermi a una sola rete stagionale, mentre gli unici che contribuiscono ad alzare leggermente gli standard sono Dezi e Burzigotti, che rispettivamente sono andati a segno quattro e tre volte. L’ultima carta da giocarsi rimane così Schulmeister, sempre che il ceco rientri nei piani tecnici e venga tesserato dalla società di Via Veneto. Di questi tempi anche solo far numero in avanti potrebbe rinnovare quantomeno la speranza di veder la rete gonfiarsi un po’ più spesso.

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