Il commiato dai bei tempi

Il senso di rassegnazione e impotenza racchiude in un’unica summa la condizione del Barletta e dei suoi tifosi, profondamente provati da sedici giornate di non-campionato e alla perenne deriva causata dal susseguirsi di eventi e risultati quasi sempre negativi.

La sconfitta contro il Catanzaro si aggiunge alla lunga collezione di 1-0 (ben sei su sedici giornate), che altro non fanno che testimoniare quel mix di impotenza e mediocrità caratteriale cui siamo stati tristemente abituati ad assistere fino ad oggi.

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Al limite del tragicomico ma al tempo stesso azzeccatissimo quel coro levatosi dalla curva al grido di “cacciali tutti! Maresca cacciali tutti!”. E anche la tribuna, solitamente primo settore a scagliarsi contro la terna arbitrale, appariva come inerte: non sono certo gli applausi ironici a rappresentare la consueta “arma” di quella fetta di tifoseria. In parole povere, il segnale chiaro di come il tifoso abbia capito che risulterebbe fine a se stesso difendere la propria squadra, semplicemente perché non c’è una squadra da difendere.

Peraltro che la befana portasse in dote nella sua calza solamente del carbone non era difficile da pronosticare. Con l’improvvisa sterzata di Tatò – che ha deciso di chiudere le porte a Di Cosola  ingaggiando il ds Martino – era abbastanza chiaro come non ci si potesse aspettare una squadra rinvigorita da nuovi innesti di mercato.

Di sicuro, però, chiudere l’anno nella speranza di ritrovare solo una minima parte degli interpreti che avevano affossato questo Barletta, per poi ritrovarli tutti alla ripresa del campionato, era l’ultima cosa auspicabile alla vigilia di queste feste natalizie. Eppure ciò è avvenuto.

Certo sarebbe stato bello immedesimarsi nella testa del nuovo direttore sportivo mentre assisteva alla partita di oggi pomeriggio, nella speranza si sia reso effettivamente conto che salvare questo Barletta equivarrebbe più o meno all’impresa di Annibale di riuscire valicare la Alpi con gli elefanti.

Molti inoltre avranno notato che oggi in tribuna c’erano Nicola Bellomo e il dottor Massimo De Prezzo. Che tristezza averli resi partecipi di questo scempio calcistico, sembrava un po’ come il definitivo commiato dai vecchi amici e dai (bei) tempi che furono. Un pochino ce ne sentiamo anche responsabili, avendo invitato Bellomo ad assistere ad una partita del Barletta, nel corso dell’ultima intervista concessaci. In quella sede ci permettemmo addirittura di azzardare un paragone tra lui e Dezi. Perdonacelo, Nicola.

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