Più rosso che bianco

Viaggio nel Bilancio 2011/12 della S.S. Barletta Calcio – 1^ Parte

 

La redazione di BarlettaSport inizia oggi la pubblicazione di 3 puntate sul Bilancio della S.S. Barletta Calcio, si ringrazia l’autore dell’analisi, realizzata da un tifoso biancorosso con la passione per la contabilità delle società sportive professionistiche

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La più semplice risposta alla domanda sul perché il Barletta si trovi in ultima posizione con soli 8 punti (in coabitazione col Sorrento), al termine del girone di andata del Campionato di Prima Divisione in corso di svolgimento, è sintetizzabile in questo modo: perché sono stati notevolmente ridotti i costi di gestione, soprattutto quelli che incidevano sugli ingaggi dei calciatori, investendo le (poche) risorse a disposizione su elementi giovani che si “accontentano” di una retribuzione vicina ai minimi federali e allo stesso tempo garantiscono introiti grazie alla cosiddetta regola dei “minutaggi” che fa arrivare nelle asfittiche casse societarie i contributi distribuiti dalla Lega Pro. Il calcio non è una scienza esatta, in particolar modo nelle categorie inferiori alla Serie A, ma è abbastanza scontato sostenere che un Barletta con Schetter, Mazzeo, Mengoni e tutti gli altri protagonisti della scorsa stagione otterrà nell’immediato maggiori risultati rispetto ad un Barletta con Meucci, Menegaz, Barbuti ed il resto dell’ormai ex “Banda Pavone”.

Ambizioni mutevoli

Sul perché sia stata necessaria una così evidente inversione di marcia da una stagione all’altra è cosa ben nota, il Presidente Roberto Tatò in più occasioni ha affrontato l’argomento per spiegarlo, facendo anche ampi riferimenti alla situazione economica generale in grave crisi, che ha bloccato o quasi la sua attività nel campo immobiliare costringendolo a tirare la cinghia anche sul piano degli investimenti nel calcio. Ma per capire più dettagliatamente il motivo per cui da questa stagione non si potesse continuare a spendere come in passato, è necessario esaminare con cura quanto concretamente era stato investito nelle due annate precedenti. I tifosi, come è logico che sia, sono maggiormente interessati agli aspetti del campo rispetto a quelli economico-finanziari. Ma una società di calcio, per essere ambiziosa e soprattutto duratura (siamo ancora scioccati da quanto accaduto nell’estate del 1995, con i successivi 13 lunghissimi anni di attesa prima di tornare tra i Professionisti) non può fare a meno di adottare una gestione virtuosa delle finanze, assicurando al Club una vita anche dopo la conclusione di una gestione da parte di un singolo proprietario o di un pool di imprenditori. Perché si può cambiare Presidente ma la società deve continuare regolarmente la propria attività con nuove forze che decidono di accollarsi onori ed oneri.

Ricavi al ribasso e costi lievitati

In via preliminare vogliamo sottolineare come ci sia stata una piccola riduzione dei ricavi conseguiti dalla Società rispetto alla stagione precedente, infatti il bilancio in esame chiude con un ammontare di ricavi pari ad € 1.651.007,00. Certo si tratta solo di € 43,00 circa, ma fa specie che in un’annata dove si puntava dichiaratamente ad entrare in zona Play-off, si sia fatturato meno di un Campionato con l’obiettivo della salvezza, seppur il 2010/11 segnasse il ritorno nel terzo livello calcistico nazionale dopo 15 anni di attesa. Aumentati, invece, di oltre il 55% i costi, che passano da € 2.848.419,00 a ben € 4.430.857,00. Questi dati, uniti a tutti gli altri che vanno a comporre il resoconto annuale di una società di capitali, hanno portato ad una rilevante perdita di esercizio di € 2.716.144,00, oltre il doppio di quella già pesante dell’anno prima che era di € 1.198.580,00. E non serve certamente un genio della finanza per capire che diventa insostenibile avere un passivo biennale di quasi 4 milioni di euro, un importo simile metterebbe in difficoltà alcuni magnati che guidano società di Serie A di medio-alto livello, figuriamoci chi è coinvolto in una realtà tutto sommato piccola come la nostra Barletta.

L’analisi dello Stato Patrimoniale

Siamo a cavallo della fine di un anno solare e l’inizio di uno nuovo, momenti che non corrispondono con la fine di una stagione sportiva che come ben sappiamo si conclude il 30 giugno, ma è ugualmente tempo di (parziali) bilanci ed allora vediamo cosa dice il vero Bilancio della S.S. Barletta Calcio S.r.l. al termine del Campionato 2011/12, approvato lo scorso 22 ottobre dall’Assemblea Ordinaria dei Soci. Non abbiamo intenzione di dilungarci troppo in parole e tecnicismi che potrebbero non essere compresi da tutti, vogliamo invece dare più spazio a delle schermate che illustrano in modo più immediato la situazione contabile della “nostra” società.

Ciò che segue è una prima selezione dei dati, in questo caso riguardanti esclusivamente lo Stato Patrimoniale del Bilancio di esercizio della S.S. Barletta Calcio al 30 giugno 2012.


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Legenda tecnica sulle singole voci:

Per “Immobilizzazioni immateriali” si intendono:
– Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (con importi al netto delle quote di ammortamento che sono stati calcolati in misura costante in relazione alla durata dei contratti stipulati con i singoli calciatori professionisti. L’esercizio di decorrenza dell’ammortamento è quello in cui avviene il tesseramento del calciatore);

Capitalizzazione costi del vivaio (i costi sostenuti per la promozione e l’organizzazione del settore giovanile, capitalizzati nella loro globalità, senza riferimento alcuno ai singoli calciatori, ammortizzati in cinque esercizi a decorrere dall’esercizio di sostenimento degli stessi. In tale voce sono ricompresi i premi di preparazione riconosciuto alle società dilettantistiche/professionistiche a seguito del tesseramento da parte della società di giovani calciatori da queste provenienti);

Costi di impianto e ampliamento (sono costituita dalle spese sostenute in sede di costituzione e per aumenti di capitale. In considerazione della loro utilità pluriennale sono iscritti nell’attivo di bilancio ed ammortizzati in quote costanti in un periodo di cinque esercizi. L’ammontare dei costi non ancora ammortizzati è coperto dalle riserve disponibili);

Concessioni, licenze, marchi e diritti simili (si riferiscono alla spese per la creazione e la registrazione dei marchi sociali. Gli importi sono al netto delle quote di ammortamento che sono state calcolate in misura costante in relazione alla residua possibilità di utilizzazione).

Le “Immobilizzazioni materiali” sono iscritte al costo di acquisizione comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione. I valori attivi delle immobilizzazioni materiali sono rettificati, direttamente “in conto” come richiesto dallo schema di Stato Patrimoniale, da quote annuali di ammortamento calcolate in modo sistematico e costante, ridotte al 50% per i beni acquisiti nell’esercizio, sulla base di aliquote ritenute rappresentative della vita utile economico-tecnica stimata dei cespiti.

I “Crediti dell’Attivo circolante” sono valutati in base al valore di presumibile realizzo di cui si è tenuto conto operando opportune svalutazioni dei crediti di dubbia esigibilità.

Le “Rimanenze” sono iscritte in bilancio al minore tra il costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori, ed il presumibile valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato alla chiusura dell’esercizio.

Le “Disponibilità liquide” sono iscritte al valore nominale.

I “Ratei e risconti” sono calcolati secondo il principio della competenza economica e temporale in applicazione del principio di correlazione dei costi e dei ricavi in ragione d’esercizio.

Per il “Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato”, soggetta a rivalutazione a mezzo di indice, esprime il debito maturato nei confronti dei dipendenti alla chiusura dell’esercizio.

I “Debiti” sono iscritti per il loro valore nominale.

 

Nella prossima puntata:

 

Nella prossima puntata del nostro viaggio nel Bilancio biancorosso, guarderemo nel dettaglio il Conto Economico, con le singole voci di Costi e Ricavi, pertanto capiremo quanto sono costati esattamente gli stipendi di Simone Guerri e compagni, quanto era il valore del cartellino di Raffaele Franchini, quante e quali erano le disponibilità liquide nelle casse societarie, quanto si è incassato al botteghino per abbonamenti e per biglietti, quanti soldi sono esattamente entrati dagli Sponsor e quanti per i premi di valorizzazione dei calciatori. Inoltre capiremo quanto viene speso per i costi di prevendita dei biglietti e quanto per le spese sanitarie. Ma non solo perché conosceremo fino all’ultimo euro quanto sono costati vitto, alloggio e locomozione dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2012. Vedremo inoltre l’enorme differenza del costo della tassa d’iscrizione al Campionato rispetto all’annata precedente (quella del ripescaggio in Prima Divisione) e tanto altro ancora. Se siete curiosi dovrete attendere solo pochi giorni, la seconda parte è in arrivo, sempre e solo sulle pagine di Barletta Sport.

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