Di Costanzo: "Una domenica emozionante"

 

La sua Carrarese non naviga in acque tranquille, divide l’ultima piazza con la sua ex squadra, il Barletta, e si appresta a tornare in quello che è stato il suo stadio per quattro mesi entusiasmanti, che però hanno lasciato l’amaro in bocca. Nello Di Costanzo è senza dubbio uno degli uomini chiave di questa domenica all’insegna della salvezza: Barlettasport ha raccolto le sue impressioni a tre giorni dalla partita.

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Mister, domenica ritorna al Puttilli dopo oltre sette mesi. Domanda di rito: quali sono le sue sensazioni della vigilia?

“Nonostante la breve esperienza, ho vissuto un periodo particolarmente emozionante. Sapevo di far parte di un momento storico per la città e per la squadra, ho sentito un grande entusiasmo e una grande intensità da parte di tutto l’ambiente, soprattutto nel mese di aprile, quando eravamo stabilmente in zona playoff. Chiaramente è rimasta parecchia delusione dopo aver mancato l’obiettivo per un solo punto, ma sono orgoglioso di aver lottato con tutti fino all’ultimo secondo del match di Piacenza.”

Ora è sulla panchina della Carrarese. Sia i toscani che i biancorossi sono reduci da un avvio di stagione disastroso, fatto di appena 6 punti in 12 partite. Gli ultimi pareggi per 2-2 contro Gubbio, Andria e Catanzaro dimostrano che la sua squadra ha trovato la giusta cura per la crisi iniziale?

“Non è solo il risultato a darci indicazioni su crescita o involuzione, ma anche il gioco che mettiamo in pratica ogni domenica. La Carrarese, come il Barletta, ha fatto vedere buone cose e non ha capitalizzato al massimo la mole di gioco creata. Basti pensare alla rimonta che abbiamo subìto ad Andria. I miglioramenti ci sono comunque, la squadra sta rispondendo bene e cercheremo di raddrizzare una classifica finora piuttosto bugiarda.”

Ha trovato in Makinwa, Melucci e Pestrin i giusti elementi per risalire la china?

“Pestrin è un giocatore della Carrarese già dalla precedente gestione tecnica, mentre gli altri due hanno permesso al resto del gruppo di fare un primo salto di qualità. Danno un grande apporto in ogni fattore del lavoro settimanale, ma mi auguro che lo facciano anche domenica in una partita di grande importanza.”

Domenica, dunque, partita decisiva?

“Decisiva no, ma ha un peso specifico notevole sia dal punto di vista più pratico, quello della classifica, sia da quello psicologico, poichè il risultato permetterà ad una delle due squadre di affontare con più fiducia il prosieguo della stagione. Per chi si ritroverà sul fondo della classifica a partire da domenica pomeriggio, non sarà facile rispondere al meglio ai prossimi incontri.”

A quanto conta di girare al termine del girone d’andata? Prima di Natale ci sono ancora Barletta, Nocerina in casa e Latina fuori.

“Abbiamo tre partite difficilissime da affrontare, sia come bagaglio tecnico che come approccio alla gara. Non possiamo permetterci alcun tipo di calcolo, dobbiamo provare a fare risultato contro chiunque se vogliamo dare un senso a questo campionato.”

Torniamo all’avventura della passata stagione: un neo della sua gestione risulta essere la media punti, inferiore a quella che ha mantenuto Cari da settembre a febbraio. Come si spiega questo dato?

“Sinceramente non ero a conoscenza di questa statistica. E’ anche vero, però, che le cinque partite del girone di ritorno hanno portato solo cinque punti, non esattamente una media da playoff. Ho assunto la guida tecnica del Barletta prima della sesta giornata, disputando 12 partite e portando 17 punti in classifica, oltre all’entusiasmo ritrovato della piazza. A questo punto dell’anno avremmo potuto essere in Serie B, ma mi ritengo comunque soddisfatto della mia esperienza.”

Dopo Carrarese-Prato 1-0, la prima vittoria da allenatore dei giallo-azzurri, ha affermato di aver trovato il pubblico più intelligente e comprensivo della sua carriera, dando adito a varie interpretazioni circa il suo rapporto con la tifoseria barlettana. Conferma o smentisce le congetture fatte ad ottobre?

“Fu un errore dei giornalisti, ho definito la tifoseria della Carrarese incoraggiante. E’ un atteggiamento che avrebbe assunto qualsiasi piazza, vedendo la squadra annaspare all’ultimo posto in classifica, quindi ritengo ingiuste le polemiche su un presunto rapporto di distacco con la curva biancorossa. Anzi, proprio dopo il 3-2 al Siracusa ho ricevuto numerosi attestati di stima: sono dunque supposizioni senza fondamento.”

Che clima si aspetta domenica? Le affidiamo il saluto alla piazza e ai lettori.

“Tornerò dopo quasi otto mesi con tanta emozione. Il destino ha voluto che il mio saluto e il mio ritorno al Puttilli coincidessero con due Barletta-Carrarese. All’epoca finì 2-0, mentre questa partita avrei preferito non disputarla. Spero in una salvezza di entrambe le squadre, ma domenica giocheremo senza pensare al passato. Non può comunque mancare il mio saluto ai lettori di Barlettasport e all’intero pubblico di Barletta, al quale rimarrò sempre legato.”

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