Barletta – Benevento, la moviola

Partita ricca di episodi quella andata in scena ieri pomeriggio presso lo stadio “Puttilli” di Barletta. L’arbitro Saia di Palermo è stato soprannominato “matador” da alcuni supporters biancorossi per la sua confidenza, forse eccessiva, col cartellino rosso.

Almeno quattro gli episodi da porre sotto la lente d’ingrandimento: tutti decisivi ai fini del risultato. Si parte col botto: nei primissimi minuti di gioco viene accordato un calcio di rigore per una trattenuta di De Leidi in area. Sembrano esserci gli estremi per la massima punizione, ma il direttore di gara aggiunge a questa sanzione quella della espulsione nei confronti di De Leidi. E così, l’autore del fallo abbandona anzitempo il terreno di gioco. Se il rigore sembra netto, un po’ meno lo è l’espulsione. Il fallo, però, è da ultimo uomo e quindi il provvedimento rispetta il regolamento. Se sia giusto o meno cambiare l’andamento di un’intera partita in virtù di una trattenuta è argomento su cui si deve discutere in altre sedi.

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Secondo episodio contestato è il fallo di Anaclerio su Ferreira, che costa il rosso diretto al numero 3 del Benevento. L’intervento avviene col pallone lontano ed il difensore giallorosso sgambetta il brasiliano del Barletta. Od onor del vero, l’espulsione sembra eccessiva. Forse il direttore di gara adopera il metodo della compensazione in questo caso.

L’altra situazione di gioco che ha fatto accendere gli animi è stata l’espulsione di Rajcic. Ammonito in avvio di gara, il forte centrocampista centrale gioca un’intera partita col fardello dell’ammonizione e non può fare a meno di commettere il fallo che gli costa il secondo giallo. Provvedimento ineccepibile: Rajcic ferma una ripartenza del Barletta ed il suo fallo tattico costa davvero caro al Benevento, che resta in nove.

La gara, tuttavia, viene decisa al novantesimo quando il Benevento piazza la marcatura del due a due. Lo fa con Montini che segna spizzando il pallone su cross proveniente dalle retrovie in occasione di un calcio di punizione. Dubbio è se ci fossero gli estremi per accordare il calcio di punizione: Burzigotti sembra non commettere alcuna irregolarità nel contrasto aereo col suo diretto avversario. Ma per l’arbitro non è così.
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