Un caffè con Pasquale Di Cosola

 

Mentre il Barletta continua a sondare il mercato, tiene banco la delicata questione societaria. Tatò ha annunciato, in conferenza stampa, le varie piste che potrebbero portare alla cessione o alla vendita della società. Tra i pochi concorrenti figura Pasquale Di Cosola, figlio dello storico Franco, presidente del club negli anni della Serie B. Il potenziale acquirente illustra a Barlettasport l’attuale situazione della trattativa e il suo programma di rifondazione del sodalizio.

Pasquale Di Cosola, potenziale acquirente della S.S. Barletta Calcio. A che punto è la trattativa per l’acquisizione delle quote del presidente Roberto Tatò e come si è evoluta nell’arco degli ultimi mesi?

“I contatti con il presidente si sono intensificati nell’ultimo periodo. Era il 20 dicembre 2011 quando manifestai per la prima volta le mie intenzioni di rilevare il pacchetto azionario della società, ma non trovai compatibilità dall’altra parte: Tatò decise di proseguire per la sua strada. Abbiamo ripreso l’argomento in estate, parlandone un paio di volte tra giugno e settembre, poi l’incontro della settimana scorsa nel centro cittadino: io ho formulato una proposta di acquisizione delle quote da parte di una cordata di cui faccio parte. Il patron biancorosso ha preso atto della mia richiesta e sta riflettendo sull’esito della trattativa. Serve tempo per prendere la giusta decisione, ma sarebbe necessario entrare in società piuttosto velocemente per fare le prime analisi di mercato.”

Quali sono le intenzioni della cordata? Chi ne fa parte?

“Il primo pensiero è senza dubbio quello di salvare la squadra. In questo momento, il Barletta è una squadra inadeguata per la Prima Divisione e avrebbe bisogno di 6-7 elementi di valore per acquisire la giusta dose di competitività. Vorrei mettere in pratica un progetto lungo e duraturo: posso solo dire di poter contare su un pool di imprenditori giovani, con entusiasmo e competenza in grado di allargare la base societaria, seguendo il modello del Pescara di Sebastiani, che dispone di numerosi collaboratori nello staff di gestione economica e dirigenziale. L’idea è quella di un’azienda calcio amministrata in maniera familiare, come un divertimento, nonostante porti via gran parte del tempo a propria disposizione.”

Ha già in mente le nuove linee di programmazione societaria? Su cosa focalizza l’attenzione la cordata-Di Cosola?

“L’obiettivo principale è quello di dare continuità al progetto avviato dall’avvocato Sfrecola: per rispetto nei suoi confronti bisogna proseguire l’avventura calcistica ad alti livelli. Allargando le basi societarie, si può cominciare a pensare alla valorizzazione del settore giovanile, alle strutture di proprietà e al giusto equilibrio dei bilanci. Non è nostra intenzione emulare Benevento, Cremonese o società fallite come Siracusa e Taranto. Bisogna ritornare al vecchio entusiasmo della tifoseria barlettana: domenica ero allo stadio e ho visto un pubblico inerme, rassegnato. E’ questo che vorrei evitare, questa città ha bisogno di ritrovare l’entusiasmo attraverso iniziative nelle scuole e nelle famiglie. L’attuale caro biglietti limita la presenza di donne e bambini durante le partite, quando invece sono le categorie che andrebbero tutelate. Ho visto gli oltre 10000 spettatori della Serie B e i 4-5000 della presidenza Sfrecola, adesso la voglia di Barletta si sta spegnendo. Per fare tutto questo è necessario programmare, sono progetti che richiedono un dispendio di tempo ed energie non indifferente.”

La piazza comincia a rumoreggiare per il dopo-Tatò e per il suo interessamento alla società di via Vittorio Veneto. Inoltre Pavone ha espresso dubbi e perplessità circa le sue reali intenzioni, poichè ha già bussato alla porta dell’Andria.

“Ho 43 anni, tanto entusiasmo e porto il nome di una famiglia che al Barletta ha dato tanto. Spesso sento voci relative a presunti danni creati da Franco Di Cosola durante la sua gestione: mio padre, quando nel 1992 ha abbandonato il club, ha lasciato un attivo di 2 miliardi e 300 milioni di lire in Lega Calcio. Questo mi spinge a non fare stupidaggini nella città in cui vivo con i miei figli. Alla piazza raccomando la massima tranquillità, lo scetticismo non mi aiuta a gestire bene l’attuale situazione e un’eventuale gestione futura. Il mio interesse è quello di fare chiarezza con pubblico, stampa ed imprenditoria.

Per quanto riguarda Pavone, sono sconcertato dalle sue allusioni: lo ritengo un professionista serio, è impensabile che possa dare giudizi senza conoscere le persone di cui parla. Piuttosto, dovrebbe guardare alla gestione scriteriata che ha attuato a Cava, a Manfredonia e durante il mercato attuale: tanti under in prestito, tanti giocatori fuori ruolo e nessun patrimonio dal settore giovanile. La mossa migliore del ds dovrebbe essere quella di accaparrarsi dei gioielli per il club, cosa che ha fatto Torma ad Andria con D’Errico, Tartaglia, Contessa e Meccariello.”

Che differenze sta riscontrando tra la situazione che ha vissuto ad Andria e quella attuale con il Barletta?

“Ad Andria ho trovato poca chiarezza e tanta confusione. E’ una società fortemente indebitata, ma patrimonializzata. Il Barletta è l’opposto, sano economicamente ma senza patrimoni su cui far leva. La scelta di trattare con Fusiello è nata dopo aver trovato la porta chiusa nella mia città, ma ora la situazione è cambiata. Ripeto, è importante intervenire rapidamente per salvare il club da questa posizione di classifica. Sarà comunque difficile far meglio di un buon piazzamento playout, ma si potrebbero gettare le basi per una gestione più oculata, ben diversa da quella della deleteria annata 2011/2012. Ci viene incontro la riforma di Macalli, che stabilizza i costi e tutela il calcio italiano.”

Tatò ha parlato anche di una multinazionale interessatasi a marzo, ma anche in quel caso non se ne fece nulla. Se il patron biancorosso decidesse di cederla a giugno, lei accetterebbe?

“Credo che le voci sulla multinazionale siano solo un modo per pubblicizzare la sua volontà di disimpegnarsi. Se dovesse tentennare fino a fine stagione, non credo che mi troverebbe ancora interessato alla gestione della società. La nostra voglia c’è adesso e va incentivata, attendo la sua risposta.”

 

1 commento

Contattaci su Whatsapp!


whatsappbutton+ 39 392 5981658


Bellino Top Boss Articolo e Categorie

Resta sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore

Inserisci Nome e Cognome

Inserisci la tua E-mail

 

 

Free Tour mini wide

Le Ultime

Le Gallery Biancorosse