Tatò, cambio di Rotta?

Acquisizione delle quote societaria, affiancamento al vertice, acquisto svincolati, salvezza, futuro, progetto giovani.

Tanta la carne al fuoco venuta fuori in queste due turbinose settimane e non un solo argomento slegato l’uno dall’altro. Tutti intrecciati in una fitta trama da film thriller che speriamo non assuma i connotati dell’horror.

PROMO mini

UN BREVE RIEPILOGO

Dopo il deprimente inizio di stagione dei biancorossi, la cacciata di Novelli, la debacle nel derby e l’involuzione nel gioco nonostante la prima vittoria, Tatò aveva indetto la (ormai celeberrima) conferenza stampa per scoprire le carte davanti alla stampa e lanciare un segnale agli imprenditori locali al fine di stimolare iniziative strumentali al suo defilamento dal mondo del calcio. Una conferenza stampa in cui il Presidente non aveva svelato nulla di realmente “nuovo” e sconvolgente rispetto a  quanto affermato ad inizio campionato: “Non cercheremo giocatori svincolati ma a Gennaio cercheremo di intervenire con i giusti correttivi – ribadiva Tatò – manteniamo la linea giovane e innesteremo qualche elemento di esperienza” .
In verità quando sembrava tutto finito, quando il presidente sembrava stesse spegnendo la sua ultima amara sigaretta nel posacenere accanto ai microfoni, una domanda proveniente dalle prime file lo infervorava. Si trattava della domanda riguardo l’interessamento di una cordata capeggiata, senza troppi giri di parole, da Pasquale Di Cosola, vecchia conoscenza di di Tatò e già interessatosi alla società intorno a Marzo, in piena bagarre Play-Off.

Poi l’esposizione mediatica di Di Cosola e le invettive nei confronti dell’operato di Pavone e degli investimenti dell’attuale presidente in questi anni. “Pavone ha fatto fallire quattro squadre negli ultimi quattro anni, sta facendo di tutto per ripetersi anche a Barletta, ha distrutto il settore giovanile. – Affermava Pasquale Di Cosola – Tatò gestisce una società senza asset e l’anno scorso ha investito milioni per stipendiare giocatori che non l’anno portato dove desiderava. Io voglio continuare il progetto iniziato da Checco Sfrecola investendo nelle strutture per fare allenare i ragazzi, per dare una sede degna si una società calcistica e sono pronto a farlo anche grazie all’aiuto di alcuni giovani imprenditori, costruendo qualcosa che rimanga seguendo le orme dell’operato del Pescara“.

Già il giorno stesso dell’intervista tanto voluta dal nuovo potenziale acquirente, figlio di una famiglia che ha fatto la storia del Barletta Calcio nel bene e nel male, eravamo venuti a conoscenza del nuovo “slancio” di Tatò. Il giorno successivo arrivavano, non solo conferme ma perfino i primi nomi di possibili acquisti che non abbiamo esitato a fornirvi, spesso in anteprima.

Le Domande

Arrivati a questo punto il riepilogo della situazione è bello che realizzato e le domande che il tifoso medio si pone sono tante ma spesso le risposte risultano andare contro quanto affermato meno di due settimane fa in sede di conferenza stampa.

Come mai si è passati da un “interveniamo a Gennaio” ad “un interessamento concreto per giocatori svincolati?
Può e se si, quanto ha influito l’uscita allo scoperto di Pasquale Di Cosola?
Cosa è scattato nella mente del Presidente?
Gli acquisti determineranno un definitivo abbandono della politica della “linea-verde”?
La fiducia a Pavone è confermata o tratta qualcun’altro per conto della società?

Le Risposte

Proveremo a rispondere con ordine e vi invitiamo a porre le vostre domande, dubbi, questioni relativi a questa particolare vicenda che ci tiene tutti col fiato sospeso.

Le interviste rilasciate da Di Cosola negli ultimi due giorni sembrano aver risvegliato lo spirito più volte definito “vulcanico” del presidente in carica ma da qui a individuare uno stretto nesso causale ce ne passa. Sicuramente l’idea di intervenire sul mercato tormentava le notti del presidente già da qualche settimana a questa parte. Risulta sicuramente plausibile che l’ulteriore pressione del potenziale acquirente l’abbia spinto a passare alle vie di fatto.

[quote_right]”Fin quando ci sarò farò di tutto per salvare questa società e per mantenere la categoria”[/quote_right]
A seguito degli incontri tra Tatò e Di Cosola prima che lo stesso rilasciasse dichiarazioni non si è sicuramente giunti alla conclusione di un possibile affiancamento nè tantomeno di una cessione sprint delle quote societarie. E’ sempre stata premura di Tatò quella di specificare che “non lascerà la società alla prima buccia di banana che la faccia scivolare nell’oblio come già successo per numerose altre società in questi anni“. Sicuramente, dato il peso del cognome del potenziale acquirente e la poca chiarezza nelle identità degli imprenditori della cordata da egli capeggiata, ha voluto prendersi tempo per decidere e valutare la posizione delle parti e nel contempo dare un segnale forte alla tifoseria.

[quote_left]”non lascerà la società alla prima buccia di banana che la faccia scivolare nell’oblio”[/quote_left]
Riguardo le strategie aziendali si pone il grosso punto di domanda relativo alla questione “Progetto Giovani”. Come sottolineato da Di Cosola nell’intervista a noi rilasciata “il Barletta è una società non indebitata ma poco patrimonializzata” e questa è una grande verità. Una società di questo genere sarebbe acquisibile a costi irrisori e senza oneri ulteriori per l’acquirente. Barletta da quest’anno, con la politica della linea verde e con la conseguente riduzione degli investimenti ha sicuramente ridotto all’osso il proprio patrimonio in termini di giocatori cedendone molti e acquisendone altrettanti a titolo temporaneo. In assenza di ulteriori asset come sede sociale, centro sportivo, stadio di proprietà porterebbe il prezzo d’acquisizione delle quote a coincidere con l’avviamento e ciò non gioverebbe al portafogli, già molto alleggerito, del presidentissimo in sede defilamento.

L’eventuale abbandono del progetto giovani porterebbe ad un naturale decentramento del D.S. Pavone dai piani di gestione societaria. Voci insistenti da Via Vittorio Veneto ci spingono a credere che questo sia già avvenuto negli scorsi giorni e che, a trattare per il mercato svincolati, siano persone altre rispetto all’attuale D.S., presumibilmente interne alla dirigenza.

In Conclusione

Questo interventismo ricorda tanto la stagione 2010/2011 durante la quale si decise di attuare una vera e propria rivoluzione nella rosa di partenza e di allenatore nell’ottica di ottenere quanto prima l’agognata salvezza. Noi di BarlettaSport.it da tifosi e appassionati speriamo, come voi, che l’epilogo possa essere il medesimo anche se rischiamo di essere additati come sognatori. Speriamo che gli sforzi dell’attuale presidente siano fruttuosi e che si possa festeggiare la permanenza in questa serie che, per quanto mal gestita e non redditizia per le società, è e rimane il vero patrimonio del club.

In sede di conclusione di questo articolo di approfondimento ci tengo a precisare, in quanto autore del pezzo, che quanto da me affermato non corrisponde a verità assoluta ma è frutto di ipotesi fondate su, per quanto attendibili, “voci di corridoio” e ci tengo a ribadire che, per quanti errori manageriali possano essere stati compiuti dall’attuale gestione, la famiglia Tatò nella persona del Presidente si è sempre dimostrata sensibile e generosa specie nei momenti più delicati come questo. Un comportamento da vero tifoso che tutti noi dovremmo apprezzare e aver cura di ricordare.

 

PROMO mini
1 commento

Contattaci su Whatsapp!


whatsappbutton+ 39 392 5981658


Resta sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore

Inserisci Nome e Cognome

Inserisci la tua E-mail

 

 

PROMO mini
PROMO mini
Free Tour mini wide

Le Ultime

Le Gallery Biancorosse

PROMO mini