Le voci del postpartita: Cosco, Stringara e Arini

Delusione. Questo è il sentimento che è possibile cogliere all’interno dello stadio “Puttilli”. Ed è anche ciò che si prova in sala stampa, almeno da parte dei giornalisti barlettani.

MISTER COSCO

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Per lui c’è grande soddisfazione. Il tecnico biancazzurro non si nasconde e si lascia andare ad un bel sorriso.

Vittoria meritata, ma una mano ve l’ha data l’atteggiamento tattico del primo tempo del Barletta…

“Per noi era una partita molto difficile perché non sapevamo come avrebbe giocato il Barletta. Abbiamo quindi preferito giocare con tre centrocampisti centrali e quando hanno giocato col vertice basso abbiamo alzato Giorgino, mentre quando hanno alzato Vacca, abbiamo abbassato Giorgino. Non si è creata la superiorità numerica in mezzo al campo a favore dl Barletta”.

Unico neo: non aver chiuso la partita

“Si, abbiamo avuto diverse occasioni per chiudere la partita e non lo abbiamo fatto. C’erano grandi praterie a disposizione”.

Nel secondo tempo avete sofferto di più il Barletta…

“Nel secondo tempo loro hanno cambiato sistema di gioco e sono venuti su con Dezi, e per questo ci siamo un po’ abbassati.”

L’Andria sembra essere migliore in formato esterno. Cosa ne pensa?

“Credo che siamo una squadra ben strutturata, ma abbiamo ancora dei limiti a livello di qualità. E forse è proprio questo ci impedisce di avere fuori casa lo stesso rendimento che abbiamo fuori”.

MISTER STRINGARA (Barletta)

E’ andata male all’esordio. Analizzando il primo tempo è sembrato che la squadra sia andata male, ma nel secondo tempo la squadra si è ripresa.

“Ero consapevole di dover lavorare tanto quando sono arrivato in questa piazza. Nel primo tempo abbiamo perso quasi tutti i contrasti e abbiamo regalato il predominio fisico all’Andria”.

Manca al Barletta un giocatore d’esperienza?

“Ci è mancato oggi Piccinni e anche Di Bella che ha cattiveria da vendere. Stiamo cercando di rimediare ad una situazione difficilissima Ci gira anche male e, purtroppo, il rigore sbagliato ha compromesso anche il giudizio sulla partita. Non sento la squadra ancora come mia”.

Come mai la scelta di Carretta con Ferreira e non La Mantia?

Credevo che loro, non essendo velocissimi, avrebbero potuto soffrire Carretta. Non ha funzionato l’atteggiamento, però. Non credo sia una questione di moduli, ma di mentalità”.

Mister, la spaventa la classifica?

“No, ero consapevole di cosa avrei trovato nel momento in cui ho accettato l’incarico”.

La squadra sembra impaurita ed il pubblico per la prima volta ha contestato. Andare in ritiro può essere un rimedio?

“No, lo escludo”.

Simoncelli e La Mantia migliori in campo. Possono avere chance in futuro?

“Certamente. Quando si entra col risultato già compromesso, si gioca con meno apprensione.

Non penso che uno o due giocatori possano cambiare il volto alla squadra. Dobbiamo cercare di tirar fuori la cattiveria e la determinazione dai ragazzi”.

MARIANO ARINI, L’EROE DI GIORNATA

“Quella che ho realizzato oggi è una rete decisiva. Ci tenevamo a fare bene e a regalare la vittoria e soprattutto far felici i nostri tifosi. Credo che abbiamo fatto una grande partita, specie nel primo tempo e non abbiamo concesso quasi nulla.

Come vivete la crisi societaria?

“Sono situazioni che ci toccano un po’, anche se cerchiamo di non pensarci e di lavorare in sintonia col Mister”.

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