La prima cosa bella

 

Dopo nove giornate di sofferenza che hanno fatto maturare una classifica ancora precaria, il Barletta strappa l’intera posta dopo oltre sei mesi di digiuno. Era infatti dal 29 aprile, giorno della penultima di campionato contro la Carrarese, che i biancorossi non festeggiavano per i tre punti.

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[quote_left]Stringara deciso per la sua strada[/quote_left]

Il blitz di Sorrento porta la firma di Dezi e Calapai: il primo scaccia i fantasmi delle ultime prestazioni deludenti, il secondo si conferma tra i migliori di questa stagione con la sassata dalla distanza che porta avanti i suoi per la prima volta in campionato. Parte del merito, però, va anche a Stringara: il tecnico decide per la pesante riconferma del 3-5-2 sovrastato dall’Andria, ma in Campania il risultato gli dà ragione e il Barletta respira.

La formazione iniziale vede la riconferma del trio difensivo e il rientro in mediana di Mazzarani, che si colloca a destra, con Petterini sulla fascia opposta. A sorpresa, prima panchina stagionale per Calapai. A centrocampo fuori l’estro di Vacca per l’esperienza e la fisicità di Piccinni, abile nelle due fasi davanti alla difesa. Alla sua sinistra Molina, confermato come mezzo sinistro nonostante la performance scadente di domenica scorsa, mentre a destra va Dezi, all’ennesima prova del nove dopo vari flop. In attacco torna la prima punta robusta, La Mantia, supportato dallo sgusciante Simoncelli. Pacchetto offensivo complementare.

[quote_right]Primo tempo: vento e lanci lunghi[/quote_right]

Le prime fasi del match fanno registrare ben poco di interessante, Sorrento e Barletta si affidano prevalentemente ai lanci lunghi alla ricerca della spizzata decisiva. Il forte vento che si abbatte sullo stadio Italia limita parecchio precisione del lancio e rapidità d’esecuzione, facendo sfumare in pochi secondi le rispettive manovre. Gli ospiti provano con più convinzione qualche giocata palla a terra, ma il Sorrento si difende bene e gioca abilmente in ripartenza. Rossoneri e biancorossi si alternano frequentemente nella supremazia territoriale, senza però procurare particolari pericoli ai portieri avversari.

[quote_left]Arrivano i tre gol[/quote_left]

Nel primo tempo si gioca soltanto in questo modo, mentre la ripresa si apre con la fiammata dei padroni di casa: all’intervallo Bucaro cambia la prima punta e il nuovo entrato Schenetti lo ripaga con la rete del vantaggio. Lesto l’attaccante ad attaccare lo spazio, poco attento Mazzarani nel limitare l’affondo dell’ex Sudtirol. L’ennesimo svantaggio stagionale scuote il Barletta, che si riversa in avanti alla ricerca del pari: la soluzione più comoda è la verticalizzazione per Simoncelli, che punta spesso il diretto marcatore. E’ proprio l’esterno romagnolo a ritagliarsi il giusto spazio per servire Dezi a rimorchio: il talento scuola Napoli salta la retroguardia costiera con uno scavetto e batte Polizzi.

I ragazzi di Stringara mantengono il pallino del gioco pur non creando eccellenti trame di gioco: la manovra si sviluppa maggiormente in via orizzontale, avanzando di qualche metro al piccolo trotto. Quando Calapai, appena entrato per Mazzarani, attacca la trequarti sorrentina poco oltre il cerchio di centrocampo, riesce a trovare il gol della domenica con un destro violento che beffa l’estremo di casa. La traiettoria è resa ancor più velenosa dal vento a favore, ma ciò non toglie nulla alla bellezza del gesto tecnico.

Per la prima volta in stagione, i biancorossi passano in vantaggio. Il 2-1 non spinge il Barletta ad alzare barricate, ma un buon gioco di rimessa mette in crisi un Sorrento che, come da copione, alza il baricentro e attacca con tutti i suoi effettivi. Ferreira e Simoncelli sprecano un ottimo contropiede, ma per il resto accade ben poco.

[quote_right]Domenica la Paganese[/quote_right]

Una palla gol per Corsetti a fine recupero rappresenta l’ultimo brivido, peraltro evitabile, ma il risultato finale è la giusta iniezione di fiducia dopo un derby perso malamente. Domenica prossima impegno casalingo contro la Paganese dell’ex Romondini: il primo successo permette di arrivarci con meno tensione, ma anche con più fame.

 

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