Barletta-Paganese, dietro la partita

 

La vittoria di domenica scorsa aveva attenuato, almeno in termini di risultato, le grosse lacune psicologiche. Quelle tecniche, presenti anche in Campania ma ben nascoste da un avversario più in difficoltà, spingono nuovamente il Barletta nelle condizioni precarie già ampiamente chiarite nel corso delle prime dieci giornate. I biancorossi non hanno ancora trovato il bandolo della matassa e rimangono incagliati al penultimo posto, con il Sorrento atteso stasera a Pisa e la Carrarese, ultima, con una partita in meno e a soli due punti dagli uomini di Stringara.

Contro la Paganese manca il mordente, la grinta della squadra che sa di dover soffrire, ma che prova comunque a dar battaglia. La Paganese vince con un solo tiro in porta e amministra il vantaggio senza alcun tipo di affanno, eccezion fatta per la sortita di Calapai che porta al palo di Ferreira. In ogni reparto, poi, tanta confusione nelle trame di gioco e imbarazzante imprecisione al momento del passaggio.

[quote_left]Difesa, agonismo inesistente[/quote_left]

La riconferma dei tre di difesa non porta gli effetti sperati. Dopo i brividi di Sorrento, la retroguardia biancorossa deve fronteggiare un attaccante esperto come Girardi: la punta spadroneggia in area dal 1′ al 90′ e mette a segno il gol decisivo. La rete subìta evidenzia le colpe di un impacciato Burzigotti, che perde la marcatura del centravanti, e di uno statico De Leidi, che non attacca la respinta corta di Pane e permette il facile tap-in dell’ex Taranto.

Per tutto il resto del match, Romeo soffre abbondantemente le incursioni di Scarpa, che vede nel centrale biancorosso un elemento facile da puntare e saltare. I suoi due compagni di reparto, invece, vengono sovrastati da Girardi e Orlando: entrambi gli attaccanti della Paganese godono di una libertà di movimento fuori dal comune, i difensori applicano marcature inefficaci e tardive e abbinano la lentezza palla a terra ad una sconfitta senza appello nel gioco aereo.

[quote_right]Centrocampo fiacco[/quote_right]

La mediana non fa meglio della difesa: Stringara ripropone il centrocampo a cinque elementi, cambiando però l’esterno destro: Calapai torna titolare dopo la staffetta con Mazzarani a Sorrento. E’ l’unica mossa della partita che dà ragione al tecnico toscano: il giovane scuola Catania affonda con regolarità ed è uno dei pochi a creare grattacapi alla difesa ospite. Fase difensiva meno attenta, fatta di tanta corsa, ma anche di poca astuzia nell’uno contro uno: le triangolazioni tra Scarpa e Nunzella funzionano alla perfezione e la Paganese alterna traversoni pericolosi a calci d’angolo conquistati su deviazioni disperate.

Male Petterini sull’altro versante, è dalla sua fascia che arriva il cross per il vantaggio campano. La corsia sinistra torna ad essere un problema sia in copertura che in affondo, il baby Puglisi dialoga con Ciarcià e si propone senza impedimenti. In mezzo al campo, la squadra accusa ancora l’adattamento di Molina a mezzo sinistro: l’ex Foggia, più abile su un raggio d’azione più ampio, fatica nei contrasti e negli inserimenti proprio come l’altra mezzala, Dezi. Il lavoro di Piccinni in copertura evita il tracollo del centrocampo, in balìa di Soligo e Romondini sul ripiegamento difensivo e sconclusionato nell’impostazione della manovra.

[quote_left]Attacco, la recidività di Stringara[/quote_left]

Le scelte del reparto avanzato si rivelano cervellotiche ancor prima dell’inizio della gara: Stringara torna alle idee del derby di due settimane fa e schiera due brevilinei come Simoncelli e Ferreira contro i giganti Fernandez e Fusco. Il brasiliano riesce a proporsi in area, pur sbagliando qualche controllo di troppo, mentre il romagonolo intralcia gli inserimenti delle mezzali e non riesce a destreggiarsi nei 16 metri.

La scelta di Carretta e La Mantia nella ripresa e il passaggio alle tre punte non cambia la musica: il Barletta si affida a rapide verticalizzazioni nonostante il terreno scivoloso e non sfrutta i centimetri del centravanti ex Frosinone, rendendo vani i palloni recuperati nella propria metà campo.

Il settimo ko stagionale fa emergere nuovamente i fantasmi accantonati dopo Sorrento. Le due settimane di pausa saranno determinanti per ricaricare le pile e prepararsi ad un mese cruciale, con lo start fissato per il 2 dicembre a Prato.

 

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