Un Prato dal grande passato

 

Mancano 48 ore alla trasferta del Lungobisenzio, la tana del Prato. La delicata sfida contro i toscani si presenta come un importante crocevia della stagione del Barletta, che deve necessariamente cominciare la rincorsa a zone di classifica meno roventi. L’avversario è però di tutto rispetto e affianca un passato da protagonista ad un sorprendente avvio di stagione.

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[quote_left]Anche una stagione in Serie A[/quote_left]

La S.S. Emilio Lunghi, così chiamata in onore dell’atleta italiano del primo ‘900, nasce nel 1908 e diventa Prato Sport Club tre anni più tardi. Le prime fasi dell’attività agonistica vedono i lanieri in lotta nelle zone alte dei campionati regionali, non disdegnando qualche sporadica apparizione in Seconda Divisione, l’attuale Serie B. Dopo l’altalena tra seconda e terza serie, arriva lo storico ripescaggio in Divisione Nazionale, l’embrione della Serie A, che nel giugno 1928 proietta il Prato tra le grandi del calcio italiano.

La permanenza in massima serie dura solo una stagione, l’ultima prima della costituzione ufficiale di Serie A e B. Le ultime due classificate della Divisione Nazionale, inoltre, vengono retrocesse in terza serie secondo la nuova riforma dei campionati. I toscani terminerebbero proprio in Prima Divisione, se non fosse per l’allargamento della Serie B, a cui partecipano con un mesto 17° posto che vale la retrocessione sul campo.

[quote_right]Il nuovo stadio, Valcareggi e la Juventus[/quote_right]

Il continuo alternarsi di Serie B e nuova Serie C prosegue ben oltre il dopoguerra. Tanti gli elementi determinanti sullo sfondo: l’approdo al Lungobisenzio del 1941, Valcareggi allenatore e Anconetani, futuro presidente del Pisa, segretario del club, la battaglia persa 3-2 contro la Juventus e l’ultimo approdo in B, quello del 1963 dopo la lunga cavalcata spalla a spalla contro il Livorno. Un solo campionato in B, poi la retrocessione del 1964, gli anni bui della C anonima e la retrocessione in D del 1974.

[quote_left]Parte l’era Toccafondi[/quote_left]

Il ritorno in C è datato 1977 e con la riforma della terza serie, il Prato passa in C2. Nel 1980 arriva il presidente Andrea Toccafondi, che mantiene la società tra C1 e C2 nonostante qualche malumore per il progetto Centromatic, la società pronta ad acquisire l’A.C. Prato prima che saltasse la trattativa.

Gli anni ’90 videro comunque la squadra in lotta per alti campionati di terza e quarta serie: nel 1993 il Prato approda in C1 a braccetto con i rivali storici della Pistoiese, battuti 1-0 a domicilio in un match infuocato nell’aprile dello stesso anno. I playoff di C1 persi contro Albinoleffe  nel 1999 e Alessandria nel 2000 rimangono i picchi della storia recente.

[quote_right]Gli ultimi anni[/quote_right]

Dal 2000 in poi si registrano altri magic moments: la vittoria della Coppa Italia Serie C nel 2001, battendo il Lumezzane in finale; la firma di Alessandro Diamanti nella salvezza ai playout di C2 2005-2006 contro il Montevarchi; il record di stagioni consecutive nella Serie C/Lega Pro. Dopo il ripescaggio del 2011, il Prato è tornato in terza serie e ha ottenuto la salvezza ai playout contro il Piacenza. Il resto è storia recente, attuale nono posto e sfida col Barletta alle porte.

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