Tatò & Pavone: “La salvezza è possibile”

Dopo la sconfitta casalinga rimediata contro il Latina, in casa biancorossa è tempo di leccarsi le ferite. La prestazione con i laziali può essere interpretata come una “giornata storta”, poiché nelle prime partite del Barletta erano emersi segnali positivi. Sulla ruota di Barletta, però, i 3 punti sono entrati a far parte della schiera dei ritardatari.

Pavone crede molto nei ragazzi e durante la conferenza stampa esprime tutta la sua fiducia.

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“Credo che i calciatori debbano crescere sotto pressione. Da più parti – prosegue il dirigente biancorosso – mi viene chiesto di prendere una o due punte, ma non lo farò. Ritengo che l’inizio del campionato sia stato caratterizzato da un progetto, che non può essere rivoluzionato dopo due mesi. Vogliamo che la società sia durevole nel tempo e per fare questo, attualmente, dobbiamo soffrire.

In estate ho chiesto una mano agli imprenditori barlettani, ma solo pochi sono stati accanto a noi. Un campionato di questo tipo costa sui tre milioni e mezzo di euro con incassi di cinquecento mila euro e la famiglia Tatò si sobbarca da sola l’onere di sostenere la società. Il mio progetto è quello di rendere la società autosufficiente. Per farlo, ad esempio, non possiamo prescindere dai ricavi ottenuti attraverso i minutaggi degli under. Sappiamo che attualmente non gira tutto per il verso giusto, stiamo andando male”.

Diesse, questa squadra può sopportare una rincorsa?

“Io credo di si. Ritengo che molti ragazzi siano dei buoni giocatori. A maggio faremo i processi, perché oggi non gioverebbe a nessuno”.

Da più parti si sente dire che servirebbe qualcuno d’esperienza a centrocampo. Un giocatore in grado di dettare i tempi…

“Per me Meduri è un buon giocatore, che ha affrontato due o tre campionati. Ci sono giocatori che provengono dalla primavera”.

Direttore, a cosa si può imputare questa partenza con il freno a mano tirato?

“I giocatori sono arrivati alla spicciolata e la completezza della squadra è stata raggiunta molto tempo dopo l’inizio della preparazione: addirittura quattro o cinque giocatori sono arrivati a fine agosto”.

Pavone, Come si viene fuori da questa situazione?

“Con il lavoro e l’entusiasmo. Sosteneteci e poi i giudizi finali saranno fatti a maggio”.

Poi è la volta di Tatò. Scuro in volto anche il patron del Barletta, che però non rinuncia ad ostentare fiducia nel piano “austerità” avviato in estate.

“Il mio pensiero non è di preoccupazione, perché abbiamo raccolto pochissimo rispetto a quanto seminato. Quello di domenica probabilmente è stato un episodio. Il tecnico Novelli ha preparato questi ragazzi in un certo modo e dobbiamo consentirgli di raccogliere i frutti del lavoro che è stato svolto. Novelli non ha avuto modo di fare degli esperimenti e sta cercando una quadratura più solida per il campionato, leggo così i cambi che vengono operati durante le partite”.

Il pubblico nel corso di queste partite è andato via via decrescendo, sicuramente per il fatto che il Barletta non sta disputando una buona stagione…

“La politica dei prezzi ridotti è una politica che stiamo pensando, perché questa diminuzione di presenze allo stadio è direttamente correlata ai risultati.

In questo momento non sono in grado di stabilire cosa dovesse succedere se a gennaio ci troveremo in questa posizione di classifica. Mi sembra di guardare troppo avanti perché dobbiamo vivere le nostre situazioni settimana settimana (Lorenzo il Magnifico docet, ndr)”.

Presidente, sarebbe pronto per un eventuale passaggio di mano alla presidenza del Barletta?

“Sarei pronto ad un passaggio di mano se ci fossero imprenditori o un gruppo di imprenditori pronti a collaborare con la mia persona. Anche se un mio passo indietro possa coagulare un gruppo in grado di poter rilanciare questa società in modo più vigoroso rispetto a quanto fatto fino a ora da me. Ma allo stato attuale nessuno si è fatto avanti”.

Presidente, è possibile che il Barletta stia pagando dazio in seguito all’esodo dei calciatori della passata stagione?

“Credo di no, anche se è vero che molti giocatori avevano delle valenze tecniche che non corrispondevano a quanto percepivano”.

Si è passato da un entusiasmo economico dello scorso anno, ad una realtà diversa. Presidente, forse non era il caso di bilanciare i costi tra questo e lo scorso campionato?

“Lo scorso anno ho commesso un errore perché ritenevo che la squadra allestita fosse in grado di vincere il campionato e fare il salto di categoria. Ma i fatti e l’amministrazione comunale mi hanno smentito…”.

I Fratelli battaglia (Bicap) recentemente hanno accolto l’invito a sponsorizzare la squadra. Potrebbero entrare anche in società?

“Noi ce lo auguriamo”.

Prima di congedarsi dalla lunga intervista ai massimi dirigenti del Barletta, è tempo di tracciare un bilancio dell’esperienza fin qui vissuta col direttore Pavone.

“A Barletta c’è voglia di fare. Ma manca la cultura della attesa e della costruzione. Si vuole avere tutto e subito, per cui serve il tempo di seminare per poter raccogliere un domani”.

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