Pareggio amaro o rampa di lancio?

Novelli è rammaricato, Sottil afferma con sportività che al Gubbio è andata più che bene. Se non fosse per la vittoria della Carrarese, il pareggio del Barbetti rappresenterebbe un discreto cerotto sull’emorragia di sconfitte. La classifica, però, dice che il Barletta è ultimo ed è l’unica squadra a non avere vinto nemmeno una partita.

Giudizio ingrato dopo il primo punto della stagione strappato in casa degli umbri? Probabile, ma la realtà dei fatti dice che i biancorossi hanno avuto buone occasioni per andare in vantaggio: tra la sfortuna per la traversa di Barbuti e la scarsa lucidità al 92′, quando Carretta si fa pescare in off-side su un contropiede in superiorità numerica, si materializza l’ultima piazza in graduatoria che riassume le lacune di questa squadra, che non può più accontentarsi degli applausi e dei complimenti degli avversari.

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A Gubbio mister Novelli schiera una formazione in emergenza, con Molina costretto ad abbassarsi sulla linea difensiva per sostituire Angeletti e Mazzarani sulla sinistra. A centrocampo ancora fuori Dezi e in attacco si vede dal 1′ La Mantia. L’assetto tattico regge nonostante la spinta offensiva eugubina: il dato di 3 vittorie su 3 in casa costringe i rossoblù a fare la partita con una certa efficacia, ma la retroguardia ospite tiene alta la guardia e non rischia lo svantaggio, se non per un tiro sbilenco di Bazzoffia.

La manovra sterile dei ragazzi di Sottil si esaurisce quando il Barletta alza il baricentro e prova a spingersi in avanti, ma l’assenza di un vero regista in mediana comporta lo sforzo di un buon Molina sulla sinistra, che con Calapai prova a sfondare il muro umbro con una serie di traversoni. L’ultimo passaggio, come in altre occasioni, è il punto debole della squadra: il portiere di casa Venturi sventa in presa alta le sortite dei laterali biancorossi, che sfruttano con regolarità gli errori degli attaccanti avversari per giocare di rimessa.

Il leitmotiv della partita si delinea così tra primo e secondo tempo, con i ragazzi di Novelli sempre lucidi in difesa e, per buona parte dell’azione, intraprendenti in ripartenza. L’ingresso di Dezi e Carretta coincide però con la fase di miglior possesso da parte del Gubbio, che staziona stabilmente nella metà campo barlettana, senza però affondare negli ultimi 16 metri. Buona la prova dell’ex Benevento e Andria, spauracchio della difesa avversaria con incursioni dalla destra, mentre ancora sottotono il talentino scuola Napoli.

I pericoli si susseguono fino al termine della partita, il tecnico biancorosso è costretto ad usare il terzo cambio per sostituire Calapai, vittima di crampi, con Menegaz, adattato a destra. Gubbio abile solo nel giro palla, gli attaccanti faticano a trovare spazio e il prolungato possesso degli umbri si esaurisce con il lancio lungo, sistematicamente intercettato dalla difesa. Nel finale non mancano opportunità in contropiede, ma la frenesia nello sviluppo dell’azione fa sfumare la potenziale palla gol.

Lo 0-0, in altri casi, avrebbe accontentato anche il Barletta. La classifica dice tutt’altro: se stasera la Nocerina dovesse vincere a Catanzaro, la quota salvezza sarebbe distante ben 7 punti. Nella migliore delle ipotesi, rimarrebbe a -6 con la trasferta di Frosinone e il derby con l’Andria ormai alle porte. Una vittoria potrebbe ribaltare le sorti del campionato, squadra e staff tecnico continueranno a lavorare in questa direzione.

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