Il Barletta si lecca le ferite

 

La terza sconfitta del Barletta in cinque gare di campionato ha tanti motivi per gravare sulle spalle più delle precedenti. L’idea generale è quella di un ko che ci può stare perchè maturato sul campo della fresca capolista del girone, perchè sono altre le partite da vincere. Ma quando le partite sono 30 e non 34, non esiste alcuna differenza tra prima e ultima in classifica o tra casa e trasferta.

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[quote_left]Si scrive Avellino, si legge efficacia[/quote_left]

L’Avellino, nonostante il punteggio striminzito e il gioco non eccelso, vince in scioltezza e vola a +2 sulle seconde. Eppure, il Barletta ha provato a fare la partita nel primo tempo, rispondendo colpo su colpo alle occasioni di marca irpina: le sovrapposizioni di Mazzarani e Calapai su Molina e Carretta fruttano alcuni traversoni interessanti, ma Barbuti non riesce a prevalere su Fabbro e Giosa.

[quote_right]Manca Dezi, centrocampo statico e impreciso[/quote_right]

Ciò che manca in maniera evidente è la lucidità del trio di centrocampo, che per la prima volta in stagione non presenta Jacopo Dezi. Tornano a galla i problemi di sette giorni fa: frenesia nel liberarsi del pallone, appoggi sul piede sbagliato che rallentano l’impostazione, lentezza del giocatore che deve venire incontro per liberare lo spazio. La retroguardia dell’Avellino, complice una buona dose di fortuna, ha vita facile anche nelle ripartenze, che trovano il Barletta a difendere con i soli due centrali più un terzino che rincorre l’avversario.

[quote_left]Burzigotti delude[/quote_left]

Un errore di Di Bella lancia Castaldo contro Pane, che sventa la conclusione dell’ex Nocerina. Dopo l’infortunio del centrale, la situazione non migliora: entra Burzigotti, che nella ripresa si fa sovrastare da De Angelis nei contrasti aerei e non protegge a dovere su Castaldo, che mette a segno un gran gol dal limite dell’area. Lo svantaggio scuote parzialmente il Barletta, che coglie un palo clamoroso con un colpo di testa di Piccinni, ma rimarrà l’unica vera occasione della ripresa.

I lupi, invece, tendono a gestire le forze e non affondano il colpo. Gli errori degli ospiti, che nemmeno con due centravanti e due esterni alti riescono ad impensierire Fumagalli, rendono più semplice il compito del pacchetto arretrato. La partita scivola via su continui e infruttuosi capovolgimenti di fronte, molto più utili all’Avellino.

[quote_right]Il pressing e il rigore spengono le speranze[/quote_right]

Nel finale i ragazzi di Novelli faticano anche ad uscire dalla metà campo per il pressing asfissiante degli avversari, che nel recupero conquistano anche un rigore grazie ad un errore di Pane. Il portiere neutralizza il penalty calciato da Biancolino, ma serve solo a non rendere più pesante il passivo.

L’1-0 finale è un netto passo indietro rispetto alle due uscite precedenti, non solo per il risultato ma soprattutto per il gioco. Domenica è necessario un immediato riscatto per rimettersi in carreggiata e infondere fiducia nello spogliatoio e nella piazza.

 

 

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